Google sex

Sergei e Anna erano la coppia d’oro della Silicon Valley, belli e filantropi e con un patrimonio che supera i 30 miliardi di dollari, due bambini piccoli, un matrimonio in costume da bagno alle Bahamas con l’oceano a fare da testimone. Li chiamavano i “gemelli”, perché erano uguali in tutto, stessa età, stesse università prestigiose, stessa passione per lo sport, lo yoga, l’atletica, Sergei predilige i tuffi e Anna va al lavoro con quelle biciclette ellittiche che sembrano monopattini mostruosi – tengono su i glutei e fanno molto cool. Lui è Sergei Brin, uno dei fondatori di Google che qualche anno fa si è annoiato di sentir parlare di click e traffico e si è buttato in Google X, il laboratorio segreto della grande azienda hi-tech che ha tra le sue missioni la salvezza del mondo.

Google sex

Sergei e Anna erano la coppia d’oro della Silicon Valley, belli e filantropi e con un patrimonio che supera i 30 miliardi di dollari, due bambini piccoli, un matrimonio in costume da bagno alle Bahamas con l’oceano a fare da testimone. Li chiamavano i “gemelli”, perché erano uguali in tutto, stessa età, stesse università prestigiose, stessa passione per lo sport, lo yoga, l’atletica, Sergei predilige i tuffi e Anna va al lavoro con quelle biciclette ellittiche che sembrano monopattini mostruosi – tengono su i glutei e fanno molto cool. Lui è Sergei Brin, uno dei fondatori di Google che qualche anno fa si è annoiato di sentir parlare di click e traffico e si è buttato in Google X, il laboratorio segreto della grande azienda hi-tech che ha tra le sue missioni la salvezza del mondo. Lei è Anna Wojcicki e ha lo stesso ambizioso obiettivo di Sergei (sua sorella affittò a Sergei il garage nel quale è nato Google), ma l’ha preso dalla parte della scienza: ha fondato 23andMe, una società che permette di analizzare il Dna con un centinaio di dollari per sapere se nel proprio codice umano c’è scritto di che malattie soffriremo, e moriremo. Non l’ha fondata a caso, quest’azienda, il primo cliente è stato proprio Sergei, che ha in famiglia molti malati di Parkinson: Anne voleva sapere se anche suo marito sarebbe caduto nella trappola familiare, ha scoperto che sì, che il gene che si modifica e fa ammalare ce l’ha anche Sergei e che la mutazione potrebbe arrivare già tra dieci anni. Poco dopo averlo saputo, Brin ha deciso che non avrebbe fatto come Steve Jobs, che era ammalato e non lo diceva e non si curava: lui ne avrebbe parlato e si sarebbe curato. Mentre si dedicava a Google Glass e alla sua futura malattia, e mentre Anne comprava i brevetti di un farmaco che potrebbe curare il Parkinson, lui s’innamorava di Amanda Rosenberg, una ragazza di origini cinesi che lavorava a Google.

Sergei e Anna si sono lasciati già l’anno scorso, ma sul numero di aprile di Vanity Fair (edizione americana) Vanessa Grigoriadis ha raccontato i retroscena di questa separazione, con tanti dettagli tristi perché gli amori che finiscono non sono mai allegri ma in questo caso neppure quelli che iniziano lo sono stati: Amanda ha dichiarato poco tempo fa, sempre in diretta social, di essere depressa, finge a cena di interessarsi a come si cucina l’hummus e intanto pensa a quando potrà prendere una pasticca. Anche Google ha subìto un colpo: nel codice interno all’azienda c’è una voce dedicata alle storie d’amore sul posto di lavoro. Non sono vietate, ma bisogna stare attenti, “se una relazione romantica crea un conflitto apparente o di fatto, è necessario cambiare le condizioni di lavoro o persino terminare il rapporto di lavoro di uno o di entrambi gli individui coinvolti”. Sul lavoro è bene non amarsi, ne va della produttività, e questo si sa, ma ne va anche degli standard morali di un’azienda che non è che vuole fare soltanto soldi, vuole il mondo a sua immagine e somiglianza. Larry Page, uno dei fondatori di Google, pare sia nero per questa storia “inappropriata” di Sergei e di Amanda (lei era fidanzata con un altro di Google mentre frequentava Brin: l’altro è a Hong Kong a lavorare per un’azienda cinese), una violazione degli standard morali dell’azienda, al punto che Page non ha parlato a Brin per mesi. Un argine all’euforia amorosa della Silicon Valley va trovato, pensano i saggi, prima che finisca come la Wall Street degli anni Ottanta, tanti soldi, tanto sesso, tanta droga con l’aggravante della socialità spinta e politicamente corretta, dove tutto accade online o al corso di yoga.

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