La risata di Mosca

Ci sono conseguenze per queste azioni, ha detto ieri Barack Obama firmando un executive order che congela i beni all’estero e vieta il visto a undici personalità russe considerate responsabili di aver interferito con l’Ucraina, cioè quelli che hanno fatto sì che la Crimea votasse per riunificarsi con la Russia. Con inusuale tempismo anche l’Europa ha fatto una lista di ventuno persone che saranno colpite dalle sanzioni; persone coinvolte, a livello militare e parlamentare, nella questione della Crimea, ma a differenza dell’America l’Europa non ha voluto colpire nessuno al Cremlino, cioè è rimasta nell’alveo della condanna ma con la cautela che da sempre caratterizza i rapporti tra Bruxelles e Mosca.

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La risata di Mosca

Ci sono conseguenze per queste azioni, ha detto ieri Barack Obama firmando un executive order che congela i beni all’estero e vieta il visto a undici personalità russe considerate responsabili di aver interferito con l’Ucraina, cioè quelli che hanno fatto sì che la Crimea votasse per riunificarsi con la Russia. Con inusuale tempismo anche l’Europa ha fatto una lista di ventuno persone che saranno colpite dalle sanzioni; persone coinvolte, a livello militare e parlamentare, nella questione della Crimea, ma a differenza dell’America l’Europa non ha voluto colpire nessuno al Cremlino, cioè è rimasta nell’alveo della condanna ma con la cautela che da sempre caratterizza i rapporti tra Bruxelles e Mosca. Nella lista americana invece ci sono molti alleati del presidente russo Putin: il più alto in carica è uno dei vicepremier, Dmitry Rogozin, ma compare anche il nome di quel Vladislav Surkov che è considerato “l’eminenza grigia” del Cremlino; ci sono poi l’ex presidente ucraino Viktor Yanukovich (già sotto sanzioni europee) e il “primo ministro” autonominato della Crimea Sergei Aksyonov. Obama ha fatto capire che le misure possono essere ancora più pesanti se la Russia non rivede la sua politica nei confronti dell’Ucraina: “La comunità internazionale – ha detto il presidente americano, che la prossima settimana sarà in Europa – continua a opporsi a ogni violazione della sovranità e dell’integrità territoriale dell’Ucraina”. Soprattutto Obama ha voluto far sapere a Putin che le provocazioni finiranno per isolarlo: secondo fonti sentite dal New York Times, non sono mai state adottate misure tanto dure nei confronti di Mosca.

La comunità internazionale ha trovato, pur nelle sue differenze, una voce unita, ma la Russia non ha fatto una piega, ha riconosciuto l’indipendenza della Crimea, e vi ha aggiunto l’irriverenza: Surkov ha riso delle sanzioni dicendo che quel che gli interessa, in America, sono “Tupac Shakur, Allen Ginsberg and Jackson Pollock”; il vicepremier Rogozin ha riso direttamente su Twitter scrivendo al “compagno @BarackObama” che cosa “accadrà a chi non ha conti né proprietà all’estero? O non ci avevate pensato?”. Quando poi non potrà più fare transazioni in dollari forse il sorriso gli scapperà, così come gli scapperà se la guerra commerciale dell’occidente andrà davvero al cuore dell’interesse russo, cioè il gas. Ma per questo bisogna sperare che Obama mantenga fede alle sue parole, quando dice che come alleati della Nato abbiamo un “impegno solenne” alla difesa collettiva.

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