That win the best

Balotelli nel mucchio

“I tuoi denti sono in fuorigioco”, cantano con simpatia i tifosi del Manchester United al bell’attaccante del Liverpool Luis Suárez, noto più per le caterve di gol segnati che per la dentatura perfetta. Il fatto è che ai Red Devils è rimasta soltanto la simpatia: la squadra spazzata via 3-0 dai Reds all’Old Trafford domenica a pranzo è più simile al Milan che alla macchina perfettibile ma vincente lasciata appena qualche mese fa da Sir Alex Ferguson. “Saremo inguardabili come il Barcellona”. Di norma un britannico non dovrebbe mai complimentarsi con un tedesco, ma se è per meglio sbeffeggiare il totem polemico iberico un’eccezione si può ben tollerare. E quindi onore e gloria a Franz Beckenbauer.

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Balotelli nel mucchio

Manchester. “I tuoi denti sono in fuorigioco”, cantano con simpatia i tifosi del Manchester United al bell’attaccante del Liverpool Luis Suárez, noto più per le caterve di gol segnati che per la dentatura perfetta. Il fatto è che ai Red Devils è rimasta soltanto la simpatia: la squadra spazzata via 3-0 dai Reds all’Old Trafford domenica a pranzo è più simile al Milan che alla macchina perfettibile ma vincente lasciata appena qualche mese fa da Sir Alex Ferguson. (A proposito di ora di pranzo, ultimamente non è una fase del giorno che porta bene allo United, dato che la scorsa settimana Eric Cantona è stato arrestato a Londra per rissa proprio attorno al lunchtime). Una difesa più allo sbando di quella milanista che concede ben tre rigori agli avversari (di cui uno sbagliato) non può che meritare di prendere il venticinquesimo gol in campionato proprio da Suárez, che ha esultato sorridente. Mostrando tutti i denti. Meglio l’Arsenal, che ha vinto il derby contro il Tottenham con un gol da urlo di Rosicky, il quale si è fatto metà campo di corsa con il pallone, ha scambiato al limite con Chamberlain e poi ha fatto partire un tiro di esterno destro sotto l’incrocio dei pali opposto. 0-1 e tanti saluti agli Spurs, appena fatti fuori dall’Europa League. A proposito, ormai le serate di Coppa per me sono diventate un’ottima scusa per bere molto. Le imprese dimenticabili delle inglesi in Champions mi annebbiano la vista. Vedendo Arsenal e City eliminate dai cialtroni del calcio internazionale di Bayern e Barcellona, mi sono imposto di pensare che in realtà la nostra è tutta una tattica: senza impegni internazionali da qui a fine maggio ci prepareremo meglio al Mondiale. Magari tirando molti rigori. Prosit.

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Ma chissenefrega, per ora, del Mondiale: dopo i risultati del weekend il Liverpool rientra in corsa per il titolo, il Chelsea rallenta e il City pressa per la prima posizione (è quarto ma ha tre partite in meno, quindi potenzialmente primo), lo United guarda da lontano persino l’Europa League e l’Arsenal che non pensa più alla Champions e ha la strada spianata per la finale di Wembley in FA Cup può concentrarsi solo sulla Premier. E magari perderla all’ultima giornata, in perfetto stile Wenger.

La signora Wilhelmsson, moglie del calciatore svedese Christian, si china a raccogliere le chiavi di casa che le sono cadute davanti alla porta d’ingresso

 

 

 

 

 

Nasi e pagliacci. Altra storia la Ligue 1, lo pseudo campionato che in Francia si sono inventati per pagare molto alcuni giocatori stranieri e far divertire Ibrahimovic. Vedere certe partite francesi di questi tempi è come osservare le partite di pallone fra ragazzini di tutte le età nei parchi di Londra: c’è sempre un sedicenne che si diverte a bullare gli undicenni dribblandoli in continuazione e tirando fortissimo da tutte le posizioni del campo. Ibra è sufficientemente forte e abbastanza stronzo per piacermi quanto deve, ma vederlo segnare gol di tacco al volo da centrocampo, in rovesciata dagli spogliatoi e di naso dal limite dell’area scherzando gli avversari come farebbe Gerrard in una partitella contro la squadra del dopolavoro dei minatori, è troppo pure per me. In mezzo a tanto pagliacciume, una sola verità resta intatta, immutabile in Inghilterra, Italia e Francia: qualunque squadra alleni, Claudio Ranieri arriva secondo.

La fidanzata di Sergio Ramos, Lara Alva, segue con apprensione la sfida al vertice della Liga tra Real e Barcellona.

 

 

 

 

 

Bavarese in crema catalana. “Saremo inguardabili come il Barcellona”. Di norma un britannico non dovrebbe mai complimentarsi con un tedesco, ma se è per meglio sbeffeggiare il totem polemico iberico un’eccezione si può ben tollerare. E quindi onore e gloria a Franz Beckenbauer, che ha avuto il coraggio di dire una verità autoevidente e non negoziabile (qualunque cosa voglia dire) contro il calcio al bromuro di Pep Guardiola e della sua bavarese affogata nella crema catalana. Finiremo per fare soltanto passaggi all’indietro e non tirare mai in porta, faremo risultati in quel campionato a due squadre che è la Bundesliga ma ci uccideremo di noia, finiremo a guardare vecchie partite registrate in vhs per ricordarci che cos’è il vero calcio. Così, suppergiù, parlò il Kaiser dall’alto della sua immensa saggezza, e il teorico del tiki taka lì a rodersi il fegato e a dire che Beckenbauer è una leggenda e non si tocca, mentre dentro pensava che quel vecchio rincoglionito dovrebbe smetterla di blaterare a caso. Io in questi casi sto sempre dalla parte dei rottamati, contro il nuovo che avanza.

Dalla palla alla mazza. Kacey Barnfield, fidanzata del giocatore di cricket inglese Stuart Broad, è inciampata nel tappeto di casa

 

 

 

 

Il codice etico di Jonathan. Jonathan, in tempi non sospetti mirabilmente soprannominato dal grande Zeru Tituli from Bollate “Jonathan del Grande Fratello”, e in tempi ancor meno sospetti trasformato, per contrasto con il nulla, in reincarnazione di Maicon prima della fase happy hour, circa ogni mese ricorda a Prandelli che lui ha il passaporto italiano e sarebbe onorato ecc. di giocare con la maglia azzurra. A parte il fatto che se Prandelli non s’è mai filato i suggerimenti autopromozionali un motivo ci sarà pure – magari Jonathan ha dato un pugno a un avversario ai tempi degli allievi regionali in Brasile, violando per sempre il malleabile codice etico del Confessore Tecnico della Nazionale – ma mi chiedo com’è possibile che esista sempre un modo per ottenere un passaporto italiano. C’è sempre un qualche prozio di Vicenza che dà il diritto ai sudamericani scartati dalle rispettive nazionali di ripiegare sul Belpaese, felice di accogliere questi oriundi e di fare una Nazionale che potrebbe essere italiana più o meno come il ketchup sugli spaghetti.

Ammucchiate. Veronica Graf è una di quelle che quando le vedi non puoi fare a meno di domandarti: “Ma in quale film l’ho vista?”, e l’impressione è confermata da clamorose dichiarazioni che arrivano dritte dalla sua bocca siliconata, momentaneamente intrappolata nella casa del Grande Fratello. La notizia non è tanto la presunta ammucchiata con mezza famiglia Balotelli, che sa tanto di solita fregnaccia sparata per solleticare il famoso popolo del web, ma che la modella dice di aver tradito plurime volte il fidanzato Saphir Taider, uno che non dev’essere facile da fregare se è riuscito a convincere persino Walter Mazzarri di essere un giocatore di calcio con una dignità intrinseca. Almeno quattro volte è scivolata fra le braccia altrui, dice la Graf, affidabile quanto la difesa del Milan, e c’è stato pure un abboccamento con Gonzalo Higuaín, per lo scorno finale del povero Taider.

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