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I marines prendono il controllo della petroliera "nordcoreana" bloccata dalla marina libica

Questa mattina i Navy Seals americani hanno preso il controllo della Morning Glory, la petroliera battente bandiera nordcoreana che alla fine della scorsa settimana ha lasciato il porto libico di Sidra dopo un lungo stallo armato con l’esercito di Tripoli. Sulla Morning Glory sono stivati circa 36 milioni di dollari di petrolio estratto dai ribelli separatisti della Cirenaica. La settimana scorsa la marina libica aveva bloccato la petroliera a Sidra, ma dopo alcuni giorni di stallo l’imbarcazione era riuscita a sfuggire al controllo libico e a salpare.

di Eugenio Cau

Leggi anche Raineri In Libia i separatisti giocano un petro-bluff con l’aiuto di un lobbista

I marines prendono il controllo della petroliera "nordcoreana" bloccata dalla marina libica

Questa mattina i Navy Seals americani hanno preso il controllo della Morning Glory, la petroliera battente bandiera nordcoreana che alla fine della scorsa settimana ha lasciato il porto libico di Sidra dopo un lungo stallo armato con l’esercito di Tripoli. Sulla Morning Glory sono stivati circa 36 milioni di dollari di petrolio estratto dai ribelli separatisti della Cirenaica. La settimana scorsa la marina libica aveva bloccato la petroliera a Sidra, ma dopo alcuni giorni di stallo l’imbarcazione era riuscita a sfuggire al controllo libico e a salpare.

La partenza della petroliera aveva provocato la crisi del debole governo del primo ministro Ali Zeidan, sostituito ad interim dall’ex ministro della Difesa Abdullah al Thani. La Morning Glory batte bandiera nordcoreana, ma il governo di Pyongyang ha negato ogni contatto con la nave dopo l’incidente in Libia. Secondo alcuni media la petroliera sarebbe controllata da una compagnia basata in Alessandria d’Egitto e dopo aver lasciato la Libia avrebbe navigato nel Mediterraneo in cerca di un compratore per il suo petrolio.

L’operazione dei marines americani è avvenuta in acque internazionali a sud delle coste di Cipro. I Navy Seals sono partiti dal cacciatorpediniere USS Roosevelt e hanno avuto il supporto aereo di almeno un elicottero, durante l’assalto alla petroliera non ci sarebbero stati feriti. In un comunicato, il Pentagono ha detto che la Morning Glory sarà ora riconsegnata alla Libia. Questa è la seconda volta in sei mesi che le forze armate americane intervengono nelle faccende libiche. A settembre un commando americano aveva arrestato un presunto capo di al Qaida mentre tornava nella sua casa di Tripoli.

I pozzi di petrolio della Cirenaica sono sotto il controllo di milizie di ribelli separatisti dal luglio del 2013. Il loro capo, Ibrahim Jadran, conta di un esercito di 23 mila uomini (questo ha detto in un’intervista alla Cnn a gennaio) e sta cercando di vendere il petrolio in autonomia, bypassando il governo libico. A nove mesi dall’inizio della crisi la produzione di petrolio della Libia è di 200.000 barili di greggio al giorno. La scorsa estate erano 1,4 milioni.

Poco dopo la diffusione della notizia dell’operazione dei Navy Seals, a Bengasi, capoluogo della regione della Cirenaica, un’autobomba è esplosa vicino a una base militare dell’esercito libico, mentre alcune reclute stavano uscendo da una cerimonia di diploma. Secondo il ministero della Salute di Tripoli sarebbero nove le vittime, 23 i feriti.

di Eugenio Cau

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