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Se questo non è un dirottamento

L’agenzia Reuters, in un reportage esclusivo, è riuscita venerdì a ricostruire il percorso compiuto dal Boeing 777 partito sei giorni fa da Kuala Lumpur in Malesia. Secondo fonti Reuters il volo MH370, dopo l’ultima localizzazione certa nel golfo di Thailandia, sulla costa est della Malesia, avrebbe invertito la rotta e si sarebbe diretto verso ovest, continuando a volare per almeno 6 ore e sorvolando alcuni snodi di navigazione convenzionali che lo avrebbero portato sull’arcipelago delle isole Adamane, un gruppo di 576 atolli in territorio indiano. Il fatto che il percorso dell’aereo abbia seguito snodi convenzionali farebbe pensare che a decidere la rotta sarebbe stato il pilota, o qualcuno esperto di navigazione aerea.

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Se questo non è un dirottamento

L’agenzia Reuters, in un reportage esclusivo, è riuscita venerdì a ricostruire il percorso compiuto dal Boeing 777 partito sei giorni fa da Kuala Lumpur in Malesia. Secondo fonti Reuters il volo MH370, dopo l’ultima localizzazione certa nel golfo di Thailandia, sulla costa est della Malesia, avrebbe invertito la rotta e si sarebbe diretto verso ovest, continuando a volare per almeno 6 ore e sorvolando alcuni snodi di navigazione convenzionali che lo avrebbero portato sull’arcipelago delle isole Adamane, un gruppo di 576 atolli in territorio indiano. Il fatto che il percorso dell’aereo abbia seguito snodi convenzionali farebbe pensare che a decidere la rotta sarebbe stato il pilota, o qualcuno esperto di navigazione aerea.

L’ultima localizzazione certa dell’MH370 è avvenuta all’una e trenta del mattino dello scorso sabato. Da quel momento il sistema di rilevamento principale, il transponder, avrebbe smesso di funzionare – o sarebbe stato spento. L’ultima rilevazione radar da parte delle autorità della Malesia risale alle 2.15, e da quel momento il velivolo sarebbe uscito dall’area controllata dai radar malesi. Secondo il Wall Street Journal tuttavia, benché il transponder abbia smesso di inviare dati, un sistema secondario di rilevazione satellitare avrebbe continuato a mandare dei “ping”, dei segnali con cui sistema tentava di agganciarsi al satellite, per almeno altre sei ore. Questi “ping”, secondo il Wsj, contengono molti dati, tra cui l’identità dell’aereo, la sua posizione e la sua altitudine.

Benché il reportage di Reuters e quello del Wall Street Journal non lo dicano apertamente, la possibilità che l’MH370 abbia continuato a volare per sei ore dopo l’ultimo avvistamento lascerebbe pensare che l’MH370 sia stato vittima di un dirottamento. Per Reuters, i nuovi dati mostrano che l’aereo sarebbe stato “portato volontariamente a centinaia di miglia fuori dalla sua rotta”.

Dopo le ultime rivelazioni l’area delle ricerche è stata estesa enormemente, e oggi comprende Pechino a nord (la destinazione originale dell’aereo), la parte settentrionale dell’Australia a sud e a ovest tutto il subcontinente indiano. L’India ha dichiarato oggi di avere iniziato a fare “ricerche via terra” sugli arcipelaghi delle isole Adamane e delle isole Nicobare. Anche le due navi americane da guerra inviate per le ricerche, l’USS Kidd e l’USS Pinckney, dopo i primi giorni passati nel golfo di Thailandia, a est della Malesia, ieri sono state ricollocate nello stretto di Malacca, sulla costa ovest.

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