La fatica di dirsi europeo

Ed Miliband, leader dei laburisti inglesi, ieri ha parlato d’Europa, che è un tema che a Londra non porta mai troppa fortuna. Ogni volta che tocca al premier conservatore Cameron occuparsi del rapporto tra gli inglesi e Bruxelles, il suo partito si spacca. A Miliband è andata persino peggio, perché dopo il suo discorso alla London Business School, i siti di informazione hanno fatto tutti titoli diversi – con i laburisti si voterà al referendum sulla permanenza in Europa

La fatica di dirsi europeo

Ed Miliband, leader dei laburisti inglesi, ieri ha parlato d’Europa, che è un tema che a Londra non porta mai troppa fortuna. Ogni volta che tocca al premier conservatore Cameron occuparsi del rapporto tra gli inglesi e Bruxelles, il suo partito si spacca. A Miliband è andata persino peggio, perché dopo il suo discorso alla London Business School, i siti di informazione hanno fatto tutti titoli diversi – con i laburisti si voterà al referendum sulla permanenza in Europa; con i laburisti non si voterà al referendum; Miliband cerca una terza via – a dimostrazione del fatto che il messaggio non dev’essere stato chiaro. Il leader laburista vuole smarcarsi dalla questione europea così come è stata posta dai Tory, cioè vuole fornire un’alternativa al referendum in-out annunciato dal governo e allo stesso tempo non alienarsi il voto della maggioranza euroscettica inglese. Per questo ha trovato una formula a metà: se le cose restano così, non ci sarà il referendum, se invece Bruxelles reclamerà altri poteri o soldi da Londra allora si dovrà decidere che farsene di questa relazione (naturalmente l’ipotesi principale è che i laburisti vincano alle elezioni del prossimo anno, cosa che stando ai sondaggi è possibile, anche se il consenso si sta erodendo). Il mondo del business, che nella City non scherza affatto, ha subito chiesto a Miliband di essere più chiaro: ci sarà il referendum sì o no? Dobbiamo preparare scenari fuori dal consesso europeo sì o no? Il leader laburista ha ribadito la sua posizione, ma per una volta è stato Cameron a poter ridere per ultimo: con i Tory sapete che entro il 2017 potrete scegliere il vostro destino europeo. Con il Labour “you don’t get a choice”.

Lascia il tuo commento

Condividi le tue opinioni su Il Foglio

Caratteri rimanenti: 1000

Servizi