La commedia delle parti (sociali)

Giorgio Squinzi, presidente di Confindustria, non si aggiudicherà i 10 miliardi di euro pe ril taglio del cuneo fiscale a totale beneficio delle imprese e per questo continua a polemizzare con Matteo Renzi. Susanna Camusso, segretario generale della Cgil, incasserà ciò che ha chiesto, che i 10 miliardi al momento promessi vadano nelle tasche delle persone. Eppure anche Camusso prosegue con la sua sistematica antipatizzazione. Gli sgravi vanno bene, “ma niente regali agli evasori”. Entrambi, Confindustria squinziana e Cgil camussiana si ritrovano discordi ma concordi sul Corriere della Sera. Qualcosa non quadra.

La commedia delle parti (sociali)

Giorgio Squinzi, presidente di Confindustria, non si aggiudicherà i 10 miliardi di euro pe ril taglio del cuneo fiscale a totale beneficio delle imprese e per questo continua a polemizzare con Matteo Renzi. Susanna Camusso, segretario generale della Cgil, incasserà ciò che ha chiesto, che i 10 miliardi al momento promessi vadano nelle tasche delle persone. Eppure anche Camusso prosegue con la sua sistematica antipatizzazione. Gli sgravi vanno bene, “ma niente regali agli evasori”. Entrambi, Confindustria squinziana e Cgil camussiana si ritrovano discordi ma concordi sul Corriere della Sera. Qualcosa non quadra. Invece sì, e la voce dal sen fuggita è della Camusso: Renzi “disprezza le parti sociali”. Ecco il punto. Renzi, come già Mario Monti, ha cancellato la concertazione obbligata, riesumata dal cacciavite di Enrico Letta. “Ce ne faremo una ragione” è il mantra renziano; ma il dito nella piaga è quando dice: “Confindustria e Cgil dove erano in questi vent’anni?”. Non è uno slogan. Dalle analisi di Bankitalia e Unione europea su competitività, reddito delle famiglie e retribuzioni nette, tre indicatori chiave, emerge che ai grandi momenti concertativi sono seguite occasioni mancate e cali di produttività, reddito e occupazione. Accadde quando la Confindustria di Luigi Abete boicottò la riforma berlusconiana delle pensioni del ’94; con la spartizione prodiana del 2007; con Letta. Mentre i periodi di libero contrasto sociale (vedi le leggi Biagi) generarono riforme, benefici per i conti pubblici e spesso crescita. Contrabbandare per bene comune il bene di due parti minoritarie è un inganno. Peggio se poi si assiste alle due parti in commedia.

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