Speciale online 15:49

Perché il capo dei servizi segreti in Corea del sud sta per saltare

Mica solo la Cia. Sembra che anche i servizi segreti sudcoreani stiano per passare dei guai seri. Ieri la procura di Seul ha ordinato una perquisizione nella sede del National intelligence service (Nis) subito dopo che il presidente, Park Geun-hye, aveva chiesto delle accurate indagini su un pasticcio che non si è mai visto nemmeno nelle migliori puntate di Homeland. Sembra infatti che il Nis abbia fabbricato delle prove per incastrare un vecchio funzionario del comune di Seul, Yoo Woo-seong, accusato di essere una spia al soldo dei nordcoreani.

Perché il capo dei servizi segreti in Corea del sud sta per saltare

Mica solo la Cia. Sembra che anche i servizi segreti sudcoreani stiano per passare dei guai seri. Ieri la procura di Seul ha ordinato una perquisizione nella sede del National intelligence service (Nis) subito dopo che il presidente, Park Geun-hye, aveva chiesto delle accurate indagini su un pasticcio che non si è mai visto nemmeno nelle migliori puntate di "Homeland". Sembra infatti che il Nis abbia fabbricato delle prove per incastrare un vecchio funzionario del comune di Seul, Yoo Woo-seong, accusato di essere una spia al soldo dei nordcoreani. Yoo, nordcoreano di origine cinesi e residente a Seul dal 2004, in un primo processo fu assolto dall’accusa di aver passato al regime di Pyongyang delle informazioni su alcuni disertori nordcoreani rifugiati in Corea del sud. Ma quel primo processo fu poi rivisto perché l’accusa venne in possesso di documenti cinesi che provavano i frequenti viaggi di Yoo in Corea del nord – documenti rivelatisi poi falsi e fabbricati ad hoc dai servizi sudcoreani. A compromettere l’agenzia è stata soprattutto la testimonianza di un collaboratore cinese dei servizi, l’uomo che avrebbe materialmente prodotto i documenti (e che poi ha pure tentato il suicidio). Il Partito democratico e una parte del partito di maggioranza, il Saenuri, ora chiede la testa del capo dei servizi, il generale Nam Jae-joon, che però è stato nominato dalla presidente Park meno di un anno fa.

Già nel 2012 il Nis era stato accusato di aver tentato di influenzare l'opinione pubblica in vista delle elezioni presidenziali. Un team di agenti era riuscito a costruire un sofisticato meccanismo su Twitter per arrivare a pubblicare più di 1.2 milioni di tweet a sostegno della candidata Park Geun-hye – che poi vinse a dicembre con uno scarto di poco più di un milione di voti.  Won Sei-hoon, il precedente capo dei servizi, lo scorso mese è stato condannato a due anni di prigione per uno scandalo su alcune tangenti.

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