La verità vi prego sul tempo libero

E se fosse tutto nella nostra testa? Questo senso di fatica, quest’aria trafelata (sono impegnatissimo, ho troppo lavoro, non ce la farò mai, ho pulito il pavimento per sei ore di seguito, ho stirato una montagna di camicie all’alba, ho cullato i bambini in piedi per tutta la notte camminando avanti e indietro). Se non fosse affatto vero che lavoriamo troppo, su troppi fronti, che non abbiamo tempo libero? John Robinson, il massimo esperto mondiale di gestione del tempo, all’Università del Maryland ha studiato il problema per più di cinquant’anni: le ore di lavoro domestico, le ore dedicate ai figli, le ore di carriera e le ore di riposo.

La verità vi prego sul tempo libero

E se fosse tutto nella nostra testa? Questo senso di fatica, quest’aria trafelata (sono impegnatissimo, ho troppo lavoro, non ce la farò mai, ho pulito il pavimento per sei ore di seguito, ho stirato una montagna di camicie all’alba, ho cullato i bambini in piedi per tutta la notte camminando avanti e indietro). Se non fosse affatto vero che lavoriamo troppo, su troppi fronti, che non abbiamo tempo libero? John Robinson, il massimo esperto mondiale di gestione del tempo, all’Università del Maryland ha studiato il problema per più di cinquant’anni: le ore di lavoro domestico, le ore dedicate ai figli, le ore di carriera e le ore di riposo. Dodicimila persone ogni anno tengono diari precisi di quel che fanno nell’arco di ventiquattr’ore: microscopi sociali che permettono di esaminare aspetti microscopici ma significativi della vita quotidiana. Secondo questi diari abbiamo guadagnato (si parla di America, ma si può estendere senz’altro al mondo occidentale) cinque ore di tempo libero in più alla settimana a partire dal 1960, soprattutto a causa dei cambiamenti demografici (non solo per l’avvento salvifico della lavatrice). Si entra più tardi nel mondo del lavoro, non si lavano i panni nel torrente, si lavora spesso part-time, anche non per volontà, si vive più a lungo e quindi si gode di più anni di pensione, i treni sono più veloci, gli spostamenti più semplici, la possibilità di lavorare senza muoversi da casa grazie alla tecnologia ha invaso le vite di molti (che però si sentono ancora più stressati perché dicono che non staccano mai veramente). Secondo un’altra ricerca, che ha scandalizzato molte signore trafelate, le donne inglesi godrebbero di trecentotrentanove minuti al giorno di divertimento e rilassatezza, più di cinque ore ludiche che non ammetterebbero mai. Pare che sia proprio questo il problema: la sopravvalutazione. Ovvero la sindrome da criceto che corre nella ruota. Se mettiamo i piatti in lavastoviglie, raccontiamo di avere lavorato due ore in cucina. Se passiamo la giornata in ufficio a chiacchierare, diciamo di avere lavorato dieci ore. La percezione del tempo non è una scienza esatta, e la nostra cronica stanchezza a volte è un’abitudine mentale. Proviamo allora a tenere un diario microscopico anche noi, senza barare.

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