La marijuana in Colorado è più una svolta hippie che un affare

In tema di legalizzazione delle droghe leggere, l’argomento economico è quello che può piegare le resistenze dei critici. Vendere droga legalmente toglie fiato ai traffici illegali e porta soldi freschi nelle casse dello stato, due benefici in un colpo solo. In Colorado, da gennaio il primo stato americano a legalizzare la vendita della marijuana per scopi ricreativi, il ragionamento sui benefici per i conti pubblici è stato spesso esibito come prova finale della ragionevolezza della misura. I primi dati sulle entrate fiscali dell’erba, però, sono piuttosto deludenti.

La marijuana in Colorado è più una svolta hippie che un affare

In tema di legalizzazione delle droghe leggere, l’argomento economico è quello che può piegare le resistenze dei critici. Vendere droga legalmente toglie fiato ai traffici illegali e porta soldi freschi nelle casse dello stato, due benefici in un colpo solo. In Colorado, da gennaio il primo stato americano a legalizzare la vendita della marijuana per scopi ricreativi, il ragionamento sui benefici per i conti pubblici è stato spesso esibito come prova finale della ragionevolezza della misura. I primi dati sulle entrate fiscali dell’erba, però, sono piuttosto deludenti.


Nel primo mese lo stato ha incassato 2 milioni di dollari, cifra largamente al di sotto delle aspettative e che peraltro sarà quasi interamente dedicata a finanziare programmi educativi per dissuadere i minorenni dal consumo di droghe leggere, circolo monetario di cui non sfugge il tratto ironico. Se si aggiungono i fondi ricavati dalla vendita di marijuana per scopo medico (che gode di un’aliquota più bassa rispetto a quella venduta nei coffeeshop), la cifra sale a 3,5 milioni di dollari, ancora lontanissimi dai 133 milioni annuali (98 dei quali dalla droga per scopo ricreativo) che il governatore, John Hickenlooper, ha previsto nel bilancio. Uno dei problemi di questi primi risultati riguarda i finanziamenti per le forze dell’ordine. La legalizzazione della marijuana accresce inevitabilmente il bisogno di forze dell’ordine, soprattutto di volanti sulle strade attrezzate per testare le condizioni degli automobilisti, cosa che il governatore si rifiuta di finanziare adeguatamente. Alla polizia ha promesso un aumento di soli tre milioni di dollari per quest’anno. L’associazione dei capi della polizia del Colorado ha scritto una lettera di protesta a Hickenlooper, in cui spiega che “molte delle nostre agenzie hanno dovuto spostare personale da altre operazioni al controllo della vendita della marijuana e delle sue conseguenze, lasciando buchi in altri settori”.


Della cifra che il governatore spera di raggranellare a fine anno, 85 milioni finiranno in campagne contro la droga per i minorenni, 40 milioni in costruzione di scuole e le briciole alle forze dell’ordine che da un giorno all’altro si sono trovate con un mucchio di lavoro in più. Sempre che le vendite vadano come previsto a tavolino, e il primo mese non è stato affatto confortante. Certo, località sciistiche a parte, il Colorado non è una destinazione classica per il turismo di gennaio, specialmente quando capita che sia il mese più freddo del secolo (e non è un modo di dire), quindi i fautori della legalizzazione sono certi che la primavera porterà cifre ben più significative nelle casse dello stato. In aprile ci sarà anche il Black Friday della marijuana, con sconti e offerte irripetibili, tanto per dare una mano alle vendite.


Il controargomento tiene però conto dell’esaltazione che il caso del Colorado ha suscitato: se il primo stato a legalizzare la droga leggera non riesce a vendere nel primo mese quantità sufficienti per convincere gli scettici almeno della convenienza economica della legge, significa che qualcosa nel meccanismo non funziona perfettamente. E va detto anche che una fetta molto ampia dei ricavi della marijuana finisce nelle casse dello stato: fra accise e tasse speciali sulla vendita si arriva a un’aliquota del 28 per cento, senza contare il costo della licenza per vendere legalmente marijuana. Con numeri del genere il governatore si aspettava di ricavare dall’erba più di quanto ricava dall’alcol, che a dicembre ha fruttato oltre 5 milioni di dollari al Colorado. La marijuana per scopo ricreativo ha raggranellato meno della metà dei fondi. Si vedrà nei prossimi mesi se oltre che una conquista democratico-libertaria e un passaggio epocale nei meandri della cultura americana, la legalizzazione delle droghe leggere in America può diventare anche un modello di business di successo.

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