Scandali di Francia

Tutti intercettati, tutti traditi. Che aria tetra nella rentrée di Sarkozy

Il telefono intercettato, l’avvio di un’inchiesta per concussione, le registrazioni di un braccio destro durante le riunioni all’Eliseo che finiscono sulle pagine dei giornali, il suo partito coinvolto in uno scandalo finanziario: il ritorno di Nicolas Sarkozy sulla scena politica francese, che era stato programmato per il mese di giugno dopo il probabile successo dell’estrema destra alle elezioni europee, rischia di essere travolto dalle ultime rivelazioni che ruotano attorno al mondo di Sarkozy (con evidente coinvolgimento anche di Carla Bruni: alcune intercettazioni riguardano lei).

Tutti intercettati, tutti traditi. Che aria tetra nella rentrée di Sarkozy

Il telefono intercettato, l’avvio di un’inchiesta per concussione, le registrazioni di un braccio destro durante le riunioni all’Eliseo che finiscono sulle pagine dei giornali, il suo partito coinvolto in uno scandalo finanziario: il ritorno di Nicolas Sarkozy sulla scena politica francese, che era stato programmato per il mese di giugno dopo il probabile successo dell’estrema destra alle elezioni europee, rischia di essere travolto dalle ultime rivelazioni che ruotano attorno al mondo di Sarkozy (con evidente coinvolgimento anche di Carla Bruni: alcune intercettazioni riguardano lei). Venerdì il Monde ha rivelato che un telefono di Sarkozy, oltre a quelli di due suoi ministri dell’Interno e del suo avvocato, è stato messo sotto controllo dai magistrati che indagano sui presunti finanziamenti da parte Muammar Gheddafi durante la campagna presidenziale del 2007. La scorsa settimana, il Canard Enchaîné aveva anche pubblicato la trascrizione di una delle migliaia di registrazioni effettuate dall’ex consigliere politico Patrick Buisson, personalità con legami sospetti con gli ambienti culturali dell’estrema destra, durante le riunioni all’Eliseo con Sarkozy. Nel frattempo, il Point ha svelato come il presidente dell’Ump, Jean-François Copé, avrebbe usato le esauste casse del partito per arricchire una società di comunicazione fondata dai suoi più stretti collaboratori


La minaccia immediata per Sarkozy è sul piano giudiziario. Grazie alle intercettazioni telefoniche, i giudici Serge Tournaire e René Grouman hanno aperto un’inchiesta per “traffico di influenza” (concussione, ndr) e “violazione del segreto istruttorio”, perché il suo avvocato, Thierry Herzog, si sarebbe informato presso un giudice della Corte di cassazione, Gilbert Azibert, dello stato di avanzamento delle inchieste contro Sarkozy. Azibert, che nel fine settimana avrebbe tentato il suicidio, in cambio avrebbe ottenuto (invano) una spintarella per farsi nominare consigliere di stato nel Principato di Monaco. I magistrati hanno lanciato perquisizioni anche contro Buisson, per tentare di recuperare registrazioni clandestine che potrebbero rivelarsi delicate. Uscito quasi indenne dagli affaire Bettencourt e Tapie – oggi la Corte di cassazione dovrebbe pronunciarsi sullo scandalo legato alla donna più ricca di Francia e sulla possibilità di usare le agende presidenziali per scavare nei meandri della Sarkolandia – Sarkozy si trova così nuovamente di fronte a una guerra giudiziaria a bassa intensità.

L’accerchiamento è in corso da tempo, con le inchieste sul gruppo più ristretto di collaboratori di Sarkozy: non solo Buisson, ma anche l’ex segretario generale dell’Eliseo Claude Guéant e l’amico Patrick Balkany. Nel mirino dei magistrati c’è un sistema di potere che ha gestito in comitato ristretto la République. Ma in un paese in cui il sistema giudiziario non è indipendente dal ministro della Giustizia, gli alleati di Sarkozy hanno gioco facile a evocare la possibilità che dietro ci sia la mano del presidente, François Hollande. La Guardasigilli Christiane Taubira ha difeso la legalità delle intercettazioni del telefono dell’avvocato di Sarkozy. Difficilmente il ministro dell’Interno, Manuel Valls, poteva essere all’oscuro dell’attività di indagine dei magistrati. Secondo il Journal de Dimanche, Hollande avrebbe detto ad alcuni giovani deputati: “Non preoccupatevi, lo sorveglio. So esattamente ciò che fa”. Sarkozy ieri è rimasto silenzioso e sorridente davanti ai microfoni durante l’inaugurazione di un centro contro l’Alzheimer a Nizza: “Non entro in alcuna polemica, lo avrete capito”.

La sfida più difficile per Sarkozy non è quella dei magistrati, ma della direzione politica della destra gollista. L’Ump non si è ancora ripreso dalla convalescenza seguita alla sconfitta alle presidenziali del 2012 e alla lotta intestina tra Copé e l’ex premier François Fillon per la leadership del partito. Le rivelazioni sulle fatture milionarie gonfiate di Bygmalion – una società di proprietà di alcuni ex collaboratori di Copé che ha gestito i grandi eventi dell’Ump nel 2012 – preannunciano una nuova resa dei conti tra l’ala più moderata incarnata da Fillon e quella più disinvoltamente vicina all’estrema destra capitanata da Copé. Il rapporto irrisolto con il Front national, che potrebbe ottenere un risultato storico sia alle elezioni municipali tra tre settimane sia alle europee del 25 maggio, è al centro anche dell’“affaire Buisson”. L’ex consigliere, dopo aver iniziato la militanza politica nell’Action française e aver diretto il settimanale Minute, era stato all’origine della virata a destra che aveva contraddistinto la campagna presidenziale del 2012 di Sarkozy. I moderati da tempo chiedono la testa di quello che definiscono “l’eminenza grigia”, “l’uomo dell’ombra” e “il complottatore”. L’ex presidente  Sarkozy ha chiesto alla giustizia di ritirare le registrazioni pubblicate. Ma perdere Buisson significherebbe rinunciare all’intuito che aveva consentito di allineare il sarkozismo ai sentimenti dei francesi su identità nazionale, sicurezza e immigrazione.

 

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