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Il Foglio non è putiniano. Promemoria per Pigi Battista

Di seguito l'elenco di titoli e sommari dei principali articoli su Ucraina, Russia e Crimea comparsi nel Foglio della scorsa settimana:

MARTEDì
La Crimea è mezza andata, ora Kiev cerca di salvare l’est dell’Ucraina
Putin fa finta che la penisola sia già sua. Il governo ha una rete di oligarchi per salvare l’integrità territoriale

“L’altro mondo” in cui vive Putin (Dove si dà consistenza alle dichiarazioni di Merkel sul distaccamento dalla realtà del presidente russo)

L’invasione russa ha effetti disastrosi anche sulle crisi in Siria e Iran

Il primo e nuovo premier dell’Ucraina antiputiniana è un “ebreo sfrontato”
(Dove si smontano le accuse di antisemitismo fatte al nuovo governo ucraino)

MERCOLEDì
La macchina del fango di Putin
La propaganda russa ci sta facendo credere quel che vuole sulla crisi ucraina. Il mito della guerra del gas, gli attacchi agli ebrei, i monologhi in tv e Mika (Dove si fa il debunking della propaganda putiniana in Ucraina)

Per Putin la forza ancora non è necessaria in Ucraina, ma legittima

Il presidente russo non riconosce il governo di Kiev e avverte: le sanzioni fanno male a chi le impone

GIOVEDì
La commedia del Cheghebé
Kgb, il leggendario servizio segreto d’una volta fa errori grossolani un Ucraina. Enzo Bettiza ci dice che la raffinatezza di un tempo è perduta, “Putin ha voluto fare lo statista ma è solo un bravo poliziotto”

E’ lo smartphone, Vladimir
Lo sbugiardamento in tempo reale incrina il supercontrollo russo (Zafesova)

Putin se ne infischia, Cia è peggio
Mosca impone la sua visione sulla Crimea. L’aveva già fatto in Siria (Peduzzi)

VENERDì
Annessione secca
La Crimea anticipa il referendum per diventare russa e il Cremlino annuncia: “Niente mezze misure” (Dove si racconta il referendum crimeano e le manovre di Mosca per l’annessione)

SABATO
Com’era studioso Putin prima di perdersi “nel suo mondo” (©Merkel) (Dove si racconta come il giovane agente del Kgb che non credeva in niente abbia iniziato a credere solo nel potere)

Voci cupe da Odessa, dove si parla russo ma Putin comincia a fare paura (Dove si parla dei dissidenti antirussi anche nella russa Ucraina dell’est)

Le secessioni sono di fatto e non di diritto, ma ciò non aiuta il caso Crimea

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