Speciale online 15:30

Carlo De Benedetti perde il pelo ma non il "green"

Carlo De Benedetti non perde l'istinto per l'economia verde che aveva motivato l'acquisizione di Sorgenia quindici anni fa. Sorgenia fatica a rinegoziare il debito con le venti banche creditrici per 600 milioni (debito in eccesso) su 1,8 miliardi complessivi. La famiglia non intende sborsare più di cento milioni al fine di proteggere la cassa della holding di controllo, la Cir. Le banche chiedono più impegno alla proprietà. I negoziati proseguono da settimane.

Carlo De Benedetti perde il pelo ma non il "green"

Carlo De Benedetti non perde l'istinto per l'economia verde che aveva motivato l'acquisizione di Sorgenia quindici anni fa. Sorgenia fatica a rinegoziare il debito con le venti banche creditrici per 600 milioni (debito in eccesso) su 1,8 miliardi complessivi. La famiglia non intende sborsare più di cento milioni al fine di proteggere la cassa della holding di controllo, la Cir. Le banche chiedono più impegno alla proprietà. I negoziati proseguono da settimane. Ma probabilmente gli istituti si sobbarcheranno l'onere maggiore e forse – dipenderà dalle modalità di conversione del debito in azioni – pretenderanno in cambio la facoltà di dettare le linee strategiche, entrando nella governance della compagnia energetica debenedettiana, attiva sia nel settore termo-elettrico e – in percentuale limitata – nelle rinnovabili (asset che dovranno essere venduti a partire dall'anno prossimo). E' invece di sabato la notizia – pubblicata dal Corriere della Sera nella rubrica finanziaria Sussurri e Grida – dell'ingresso di De Benedetti in GreenItaly1 attraverso la holding personale Romed Spa con l'acquisto del 5,71 per cento delle quote per circa – si stima in ambienti finanziari – 1,7 milioni di euro. GreenItaly1 (GI1) è un veicolo finanziario – detto Spac, special purpose acquisition company – quotato in Borsa sulla piattaforma dedicata soprattutto alle pmi (l'Ami, Alternative investment market). GI1 ha l'obiettivo di acquisire una società attiva nell'economia verde con la quale fondersi e così lanciarla contestualmente sul listino di Piazza Affari. In pochi mesi di attività GI1 ha raccolto complessivamente 34 milioni e punta a acquisire una compagnia dal valore pari o superiore ai 100 milioni, preferibilmente con una proiezione internazionale e con tecnologie d'avanguardia. La caccia è ancora aperta (la "rosa" è di 300 aziende) e ci sono due anni di tempo. Sorgenia, ovviamente, non può essere una preda: è in pesante dissesto (ha chiesto e ottenuto una moratoria sul pagamento degli interessi alle banche, ha liquidità solo fino a martedì prossimo) e De Benedetti per ora non ha influenza decisionale (non siede nel consiglio di amministrazione). Nonostante il "flop" industriale di Sorgenia, insomma, De Benedetti scommette ancora sull'energia, scommette su quella verde, e ci investe (poco). Solo che, stavolta l'Ingegnere non farà tutto da solo come in Sorgenia. Ma s'infila in un'operazione già sostenuta da investitori bancari (la banca elvetica Julius Baer, le italiane Popolare di Vicenza e Intesa Sanpaolo), altri soci importanti, come De Agostini, e una ventina di investitori rimasti sotto la quota (5 per cento) che richiede l'obbligo di comunicazione al mercato.
 

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