Nichi ma che stai a fa'?

Il presidente della giunta pugliese e leader di Sel, Nichi Vendola, viene accusato dalla procura di Taranto di aver commesso il reato di concussione per aver esercitato pressioni indebite perché i controlli sull’inquinamento prodotto dall’Ilva si concludessero con esiti meno preoccupanti di quelli conseguenti all’esame della situazione reale. L’accusa è grave, ma i fatti cui si riferisce stanno in un’area prossima a quella del libero esercizio di una funzione politica, che non dovrebbe essere sindacabile da parte della magistratura. Vendola avrebbe il diritto, e a protezione dell’autonomia della carica che riveste anche il dovere, di denunciare questa intrusione della magistratura su un terreno che non le compete.

Nichi ma che stai a fa'?

Il presidente della giunta pugliese e leader di Sel, Nichi Vendola, viene accusato dalla procura di Taranto di aver commesso il reato di concussione per aver esercitato pressioni indebite perché i controlli sull’inquinamento prodotto dall’Ilva si concludessero con esiti meno preoccupanti di quelli conseguenti all’esame della situazione reale. L’accusa è grave, ma i fatti cui si riferisce stanno in un’area prossima a quella del libero esercizio di una funzione politica, che non dovrebbe essere sindacabile da parte della magistratura. Vendola avrebbe il diritto, e a protezione dell’autonomia della carica che riveste anche il dovere, di denunciare questa intrusione della magistratura su un terreno che non le compete. Invece ha sostenuto una curiosa tesi, secondo cui i suoi atti non possono essere censurati non perché non costituiscono reato ma perché sono stati commessi a difesa degli operai.

Naturalmente spetta alla procura dimostrare che l’interessamento del presidente per il mantenimento dell’occupazione all’Ilva sia sfociato in atti specifici, contrari al codice penale. Per i garantisti gli accusati sono innocenti fino a sentenza passata in giudicato e questo vale anche per Vendola. Però il leader di un partito che chiede le dimissioni dalle responsabilità politiche di chiunque sia sospettato o accusato, che lo ha fatto anche nei confronti di alcuni sottosegretari del governo Renzi, dovrebbe trovare qualche argomento meno specioso per autoescludere se stesso dalla gogna che pratica nei confronti degli altri. Questo dovrebbe indurlo a una considerazione più seria per le tesi dei garantisti. E’ troppo chiedere a Vendola di ragionare invece di abbandonarsi alle declamazioni?

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