Un Pontefice non negoziabile

Un Papa che annuncia a Roma di voler rendere pubblico il testo segreto su uomo e famiglia di Walter Kasper, in tedesco, ieri nel Corriere, ha uno spirito burlone non negoziabile. Ma non basta. Francesco ha anche detto che non è un esperto di bioetica, dunque del morire degli uomini e delle donne e dei bambini, come nello sfortunato Belgio, va chiesto conto agli esperti. Umor macabro da parte di un prete, ché così lui dice di sé: esperti in umanità, operatori di battesimi, matrimoni e funerali, in essenza, i preti di queste cose dovrebbero fare materia di insegnamento per gli altri, non di apprendimento. Ma va ancora bene.

Un Pontefice non negoziabile

Un Papa che annuncia a Roma di voler rendere pubblico il testo segreto su uomo e famiglia di Walter Kasper, in tedesco, ieri nel Corriere, ha uno spirito burlone non negoziabile. Ma non basta. Francesco ha anche detto che non è un esperto di bioetica, dunque del morire degli uomini e delle donne e dei bambini, come nello sfortunato Belgio, va chiesto conto agli esperti. Umor macabro da parte di un prete, ché così lui dice di sé: esperti in umanità, operatori di battesimi, matrimoni e funerali, in essenza, i preti di queste cose dovrebbero fare materia di insegnamento per gli altri, non di apprendimento. Ma va ancora bene. Alla lettera fogliante risponde che sì, d’accordo, sulla pedofilia ci sono strumentalizzazioni, e sull’infanzia, ma la chiesa ha le carte in regola. Vabbè. Ma in generale sui principi cosiddetti non negoziabili risponde che non condivide l’espressione e che i valori sono tutti eguali.

Dal momento che Benedetto XVI, Papa emerito, abita non lontano da lui, Francesco potrebbe fare qualche verifica senza spreco di energia e di tempo. I valori forse sono un’astrazione, e un’espressione logora, abusata. Anche Formigoni ha dei valori. Parliamo di criteri. C’è il criterio dell’onestà e della bellezza di cuore, e occorre conformarvisi con docilità e lealtà, ma ciascuno lo fa a suo modo, con la sua fede personale, in particolare nella chiesa della misericordia evangelica voluta da Francesco con tanta forza, da gesuita cinquecentesco. Poi ci sono altri criteri quasi banali di conduzione della propria libertà. Cose così, quotidiane, che influiscono fino a un certo punto nella vita degli altri, che completano l’uomo e la donna, “maschio e femmina li creò”, una volta che siano santificati nell’osso della loro personalità umana appesa alla trascendenza divina.

Ecco, ora arrivano criteri non negoziabili. Non sono forzature professorali dei teologi tedeschi, non sono precetti rigidi che allontanano la gente dalla fede cattolica, o dal Dio “non cattolico” della chiesa latina odierna, sono questioni di sostanza razionale irremovibili, eterne, legate a natura e cultura in modo inscindibile. O sei maschio o sei femmina, e l’ermafroditismo è mirabile mito, desiderio, condizione eccezionale, comportamento, ma non realtà. Non negoziabile. O nasci o ti aspirano o avvelenano nel seno di tua madre, una volta concepito, e non nasci affatto alla libertà, alla gioia e al dolore della vita, perché sei scartato come embrione difettoso o semplicemente non voluto e gettato nel cestino come “rifiuto ospedaliero”. Non negoziabile, il criterio della vita. O sei persona o sei strumento, figlio producibile come farmaco o come proiezione del desiderio dei genitori. Non c’è una terza via negoziabile. O sei dentro un matrimonio santo per l’apertura al futuro, per la costruzione della famiglia e l’educazione dei giovani, oppure sei in una complicata e legittima storia d’amore che a tutto questo è aperta in forma non naturale, non canonizzabile altro che da un bollo ex post dello stato, che è diverso dalla chiesa. No matrimoni diversi dal matrimonio. O sei vivo o sei morto. Ariel Sharon e Beniamino Andreatta, un ebreo e un cattolico, sono vissuti anni dormendo. I bambini belgi no, si fa prima.

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