Un’infrazione provvidenziale

Comprereste un’azienda a rischio di multa plurimiliardaria? Se la risposta è no, allora è il momento di ripensare le modalità di privatizzazione di Poste Italiane. Il commissario europeo alla Concorrenza, Joaquín Almunia, ha annunciato la possibile infrazione delle norme europee sugli aiuti di stato in riferimento ai trasferimenti annuali del Tesoro all’Inps per la previdenza degli ex postini. Secondo l’accusa, potrebbe trattarsi di un sussidio monstre del valore di quasi un miliardo di euro l’anno.

Un’infrazione provvidenziale

Comprereste un’azienda a rischio di multa plurimiliardaria? Se la risposta è no, allora è il momento di ripensare le modalità di privatizzazione di Poste Italiane. Il commissario europeo alla Concorrenza, Joaquín Almunia, ha annunciato la possibile infrazione delle norme europee sugli aiuti di stato in riferimento ai trasferimenti annuali del Tesoro all’Inps per la previdenza degli ex postini. Secondo l’accusa, potrebbe trattarsi di un sussidio monstre del valore di quasi un miliardo di euro l’anno. Si tratta del retaggio del vecchio universo monopolistico quando non si prestava grande attenzione agli equilibri contabili: in fondo, tutto era partita di giro interna al settore pubblico. Oggi, però, Poste è un attore formalmente privato, che opera in concorrenza con altri nell’ambito di un quadro normativo europeo e nazionale. Venderne il 40 per cento sotto la spada di Damocle di una condanna rischierebbe, quanto meno, di deprimere fortemente i valori di cessione: di conseguenza, il governo dovrebbe anzitutto concentrarsi sulle controdeduzioni da portare a Bruxelles, senza farsi prendere dalla foga di una privatizzazione nata zoppa. Questo inatteso ma inevitabile allungamento dei tempi, del resto, offre l’opportunità di mettere i puntini della concorrenza sulle i della privatizzazione. Poste gode ancora oggi di una serie di privilegi che, in caso di parziale cessione ai privati, potrebbero diventare “acquisiti”, quando invece meritano di essere messi in discussione. In particolare, come ha osservato l’Antitrust nella sua (inascoltata) segnalazione ai fini della legge annuale per la concorrenza, Poste s’appoggia a un servizio universale troppo ampio, che include servizi tranquillamente apribili alla concorrenza (come la posta massiva), e s’avvantaggia di un’esenzione Iva “ad personam”. Inoltre l’attuale assetto di conglomerata, che affianca un braccio postale in perdita a una macchina da quattrini bancario-assicurativa, determina una condizione di sussidio incrociato incompatibile con la trasparenza di un mercato concorrenziale. Non fare domani quello che puoi fare oggi è una regola sempre valida, ma una regola ancora migliore è: quando sei costretto a rimandare, approfittane per fare meglio.

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