Sono Oscar o selfie?

Nell’autoscatto più retuittato di sempre ci sono molte persone famose, tranne una (il fratello piccolo di Lupita Nyong’o, la vincitrice dell’Oscar come miglior attrice non protagonista: il ragazzo ha visto Ellen DeGeneres alzare il telefono, chiedendo aiuto a Bradley Cooper e alle sue lunghe braccia, e non ha resistito a tuffarsi nel selfie di gruppo). E’ una bella foto, in cui tutti si stringono e si sporgono per entrare, Brad Pitt ha la testa mozzata, Julia Roberts si spettina un po’, Meryl Streep non si toglie gli occhiali da vista e Jennifer Lawrence è meravigliosa come sempre.

Sono Oscar o selfie?

Nell’autoscatto più retuittato di sempre ci sono molte persone famose, tranne una (il fratello piccolo di Lupita Nyong’o, la vincitrice dell’Oscar come miglior attrice non protagonista: il ragazzo ha visto Ellen DeGeneres alzare il telefono, chiedendo aiuto a Bradley Cooper e alle sue lunghe braccia, e non ha resistito a tuffarsi nel selfie di gruppo). E’ una bella foto, in cui tutti si stringono e si sporgono per entrare, Brad Pitt ha la testa mozzata, Julia Roberts si spettina un po’, Meryl Streep non si toglie gli occhiali da vista e Jennifer Lawrence è meravigliosa come sempre. E’ il momento in cui l’Oscar diventa come una festa di compleanno, in cui ci si ammonticchia con il telefono in mano, ed è l’attimo in cui chi guarda pensa: non è un film, sono tutti vivi, Angelina Jolie fa ciao con la mano in un modo diverso dal solito, non è il ciao ufficiale ai paparazzi, è una ragazza che saluta un telefono. E’ la foto degli Oscar che annulla qualunque necessità di veri flash: fanno tutto da soli, e sono bellissimi anche senza l’effetto seppiato che usiamo tutti nei nostri selfie; facciamo tutto da soli, con le nostre telecamerine incorporate, pubblichiamo in mezzo secondo ed è fatta (peccato solo per tutti gli autoscatti segreti, vero divertimento degli Oscar, che resteranno per sempre chiusi nella cartellina immagini e nessuno condividerà). I fotografi si rattristano, intanto noi sogniamo braccia super allungabili con cui far passare il tempo, e riuscire a riprendere nell’autoscatto anche i tentativi di Liza Minnelli di entrare nella storia del selfie: qualcuno ha ripreso la scena dal retro, e proprio dietro questo gruppo di splendenti celebrità che sgomitavano per esserci (con la gamba tesa del ragazzino sconosciuto che non poteva perdere la sua grande occasione ed era schizzato in avanti, forse passando sotto le gambe di sua sorella) c’era Liza Minnelli che si alzava in punta di piedi, tirava ansiosamente in alto la testa senza riuscire a superare il muro di quelle maledette stangone, ed è rimasta per sempre fuori da quella possibilità di giovinezza. Anche se Ellen DeGeneres ha provato a consolarla con un selfie per loro due soltanto, non è lo stesso. Non è la democrazia partecipativa dei premi Oscar, in fondo l’unico modo possibile per non sembrare di cera, oltre alla pizza con i peperoni mandata in platea dentro i cartoni (una pizza di gomma, spaventosa) che Angelina Jolie ha guardato come si guarda un mostro verde uscito da un’astronave e su cui invece Brad Pitt e molti altri si sono avventati, senza paura di sporcarsi gli abiti da sera, senza pensare ai peperoni fra i denti sbiancati: non era un gioco, non era senso dello spettacolo, avevano tutti una sincera fame secolare, venivano da mesi di torture di bellezza per quegli autoscatti (Matthew McConaughey, diventato magrissimo per vincere l’Oscar, ha talmente sofferto gli stenti da mettersi in posa per una foto qualunque, chiamandola “selfie”, e già volevano chiedergli indietro la statuetta). L’anno del grande autoscatto si è chiuso così, con i peperoni che scivolano giù dalla pizza di Brad Pitt e riabilitano forse per l’ultima volta il ruolo dei paparazzi.
 

Lascia il tuo commento

Condividi le tue opinioni su Il Foglio

Caratteri rimanenti: 1000

Servizi