L'onore restituito al segreto di stato

La prima sezione penale della Cassazione ha prosciolto oggi Niccolò Pollari, Marco Mancini e tre agenti del Sismi “per non luogo a procedere a motivo del segreto di stato” per la vicenda legata al sequestro dell’ex imam della moschea milanese Abu Omar. La decisione della Cassazione è stata determinata dalla sentenza della Corte costituzionale del 14 gennaio scorso, quando i giudici della Consulta hanno dato ragione al governo sul segreto di stato.

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L'onore restituito al segreto di stato

La prima sezione penale della Cassazione ha prosciolto oggi Niccolò Pollari, Marco Mancini e tre agenti del Sismi “per non luogo a procedere a motivo del segreto di stato” per la vicenda legata al sequestro dell’ex imam della moschea milanese Abu Omar. La decisione della Cassazione è stata determinata dalla sentenza della Corte costituzionale del 14 gennaio scorso, quando i giudici della Consulta hanno dato ragione al governo sul segreto di stato.
Pollari e Mancini, all’epoca dei fatti capo del servizio segreto militare e numero tre della stessa struttura, erano stati condannati il 12 febbraio 2013 a 10 anni e 9 anni. Nel giudizio d'appello la Corte di Milano aveva dichiarato il “non luogo a procedere per segreto di stato”, ma la Cassazione aveva annullato la sentenza disponendo un nuovo giudizio che aveva portato a febbraio a un verdetto di condanna. Palazzo Chigi aveva quindi sollevato i conflitti d’attribuzione, che la Corte costituzionale aveva accolto ritenendo "menomate" le prerogative del governo in tema di segreto di stato. Secondo la Corte ''sarebbe arbitrario e invasivo'' di tali prerogative ''l'assunto secondo il quale il vincolo del segreto dovrebbe intendersi circoscritto alle sole operazioni che avessero coinvolto ufficialmente i Servizi nazionali e stranieri, legittimamente approvate dai vertici dei Servizi italiani''.
La Cassazione ha  deciso oggi di chiudere qui il processo, come chiesto stamattina dalle difese. Anche perché se ci fosse stato un ulteriore procedimento a Milano a carico di Pollari, Mancini e degli altri agenti del Sismi, in ogni caso il reato sarebbe caduto in prescrizione.
Raggiunto dall’agenzia Adnkronos, l’ex capo del Sismi ha dichiarato di non aver “mai perso la fiducia nella giustizia, è stata fatta verità”. “Ho rispettato la legge – prosegue Pollari – ho pagato duri prezzi per questo rispetto, l’ho fatto con serenità. Ora il mio primo pensiero va a mia moglie e alle mie figlie”. “Un pensiero addolorato va invece a coloro che hanno subìto condanne per fatti dipendenti da questa vicenda e che hanno operato per conto dello stato e sono formalmente e sostanzialmente innocenti –  ha concluso Pollari – Non è possibile godere appieno di un'affermazione di verità, dimenticando queste persone”.

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