Nove colonne

Non potendo fare il ministro di Matteo, Severgnini fonda il Piritol Post

Nasce The Piritol Post. Tutti primi al traguardo del cuore di Beppe Severgnini. Il pittoresco giornalista non è diventato ministro ma ha fondato il primo quotidiano di fiancheggiamento per Matteo Renzi. Basta, dunque, con l’Unità; basta con Europa; basta pure con il Foglio e con Repubblica, cucce calde del renzismo d’assalto. Un solo verbo, finalmente, raduna tutti i piritolli del giornalismo italiano.

Non potendo fare il ministro di Matteo, Severgnini fonda il Piritol Post

Altro che Repubblica, altro che Foglio. Nasce The Piritol Post. Tutti primi al traguardo del cuore di Beppe Severgnini. Il pittoresco giornalista non è diventato ministro ma ha fondato il primo quotidiano di fiancheggiamento per Matteo Renzi. Basta, dunque, con l’Unità; basta con Europa; basta pure con il Foglio e con Repubblica, cucce calde del renzismo d’assalto. Un solo verbo, finalmente, raduna tutti i piritolli del giornalismo italiano.

Altro che Repubblica, altro che Foglio. Non è il Post perché già c’è, non è l’Huffington Post perché non è pervenuto, è The Piritol Post, cartaceo e web, dove vi arriva – eterno secondo – Gianni & Riotto detto Johnny. Spunta direttamente da Detroit e con Seve interagirà direttamente in inglese, inforcando Google glass e digitando su un’apposita tastiera nasale. Lo vedrete grattarsi ma è dalle trombette che gli deriva il proverbiale fiuto.

Altro che Repubblica, altro che Foglio. Ecco The Piritol Post. Tutto il Foglio passa al Piritol, Repubblica passa tutta tranne Scalfari e il Corriere della Sera si svuota da par suo. Severgnini, pluralista qual è, si assicura la presenza critica e arruola Aldo Cazzullo. Fosse solo per impedire nuovi scoop al suo ex giornale. Seve però è cattivello, costringe Cazzullo a coprire con i propri servizi tutto il campionato di calcio del Pontassieve-Junior, la squadra dove giocano i bimbi di Renzi, partendo ahinoi con un grave svantaggio: Bruno Vespa, infatti, per “Porta a Porta” ha già commissionato il plastico dei campetti e giusto stasera, a Sanremo, il popolare giornalista farà un collegamento mostrando i palleggi. Palle della nuova èra renziana.

Altro che Repubblica, altro che Foglio. Ecco The Piritol Post. Aldo Grasso, strappato a Via Solferino per scongiurare eventuali stroncature de La7, sarà incaricato di fare il coordinamento dei blog di Riotto, controllo luci sui capelli di Severgnini, trucco e stucco della scucchia, sempre quella di Severgnini e poi ancora il controllo degli streaming: dalle riunioni di redazione alla catalogazione dei tweet di Riotto (sarà quasi un contrappasso, così impara a fare gli elogi a Johnny per la trasmissione sulla storia…). Stanno facendo di tutto per convertire al renzismo Pierluigi Battista ma l’editorialista del Corriere, insensibile anche ai consigli di Paolo Mieli (che ha già accettato di fare La Stanza, ops, The Room, nel Piritol Post), segue il destino dei rottamati. Il renzismo non fa prigionieri. Più che alle epurazioni si procede alle esecuzioni. E poco vale che a Repubblica abbiano condannato perfino Eugenio Scalfari, alla Stampa, Mario Calabresi, è stato accompagnato alla porta con un cartello al collo: “Sentinella di Napolitano”.

Altro che Repubblica, altro che Foglio. Ecco The Piritol Post. Daria Bignardi era già segnata nel ruolo di condirezione del nuovo giornale – pronta la testatina della sua rubrica quotidiana, Piritol Pop – ma Matteo Renzi l’ha voluta ministro per la Realizzazione del glamour. Severgnini, non ha dunque la conduttrice delle “Invasioni barbariche” (che sono, per dirla con la storia, il “San Sepolcro” del renzismo), si prende però Lilli Gruber, un tandem riuscito già nel sabato di “Otto e Mezzo”, riuscito al punto che gliel’hanno dovuto chiudere. Non ci sarà “Il Punto” di Paolo Pagliaro. In coppia con il suo fraternissimo amico, Pietro Vento, Pagliaro starà infatti a Palazzo Chigi. A far sondaggi. E assaggi.

Altro che Repubblica, altro che Foglio. The Piritol Post è il nuovo mito del giornalismo. Tutti i ragazzi delle scuole di giornalismo, quelli del Festival di Perugia e anche i ragazzi del cast di “Amici di Maria De Filippi” non hanno altro sogno che stare vicini a Severgnini, il direttore che scalda tutti i cuoricini.

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