Il compleanno della legge 40

Tra tutte le rituali menzogne accreditate dall’informazione mainstream in occasione del decennale dell’approvazione della legge 40 sulla procreazione medicalmente assistita, caduto il 19 febbraio, una è forse più truffaldina di tutte le altre. E’ quella che, non potendo accusare la legge di aver reso impossibile l’accesso alle tecniche di fecondazione – in realtà accessibili in Italia a condizioni che tutelano coppie e nascituri come non avviene altrove – tira in ballo l’uso degli embrioni sovrannumerari conservati nei congelatori.

Il compleanno della legge 40

Tra tutte le rituali menzogne accreditate dall’informazione mainstream in occasione del decennale dell’approvazione della legge 40 sulla procreazione medicalmente assistita, caduto il 19 febbraio, una è forse più truffaldina di tutte le altre. E’ quella che, non potendo accusare la legge di aver reso impossibile l’accesso alle tecniche di fecondazione – in realtà accessibili in Italia a condizioni che tutelano coppie e nascituri come non avviene altrove – tira in ballo l’uso degli embrioni sovrannumerari conservati nei congelatori.

Gli embrioni congelati sono infatti tornati a crescere – da circa settecento a sedicimila l’anno – dopo la sentenza del 2009 della Consulta che ha eliminato alcuni limiti prima stabiliti dalla legge (e senza che siano migliorati i dati sulle nascite, anzi). Ed è pura truffa invocare l’uso “per la ricerca” di quegli embrioni che “tanto non diventeranno mai bambini”. Il fatto è che la ricerca di quegli embrioni non ha nessun bisogno: la ricerca sugli embrioni ha bisogno di quelli prodotti ad hoc, destinati alla distruzione nel momento stesso in cui si formano, perché solo quelli rispondono a standard scientifici “soddisfacenti”.

E ammettere l’uso distruttivo dei sovrannumerari serve solo a sdoganare il principio che un embrione umano può essere puro materiale da laboratorio: ecco quello che la legge 40, finora, ha garantito che non avvenisse. E basterebbe solo questo per andare orgogliosi della battaglia di civiltà e di umanità fatta anche da questo giornale in occasione del referendum del 2005, che provò a trasformarci in terra di compravendita di gameti, di uteri in affitto, di eugenetica camuffata.

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