Il portavoce del Pd: "Oggi verrà consegnata la lista dei ministri del governo Renzi"

Bocconi consensus

Empowering talent: il motto dell’Università commerciale Luigi Bocconi si proietta anche sul governo Renzi, se è vero (ma chissà) che Guido Tabellini, docente ed ex rettore, e Tito Boeri, prorettore per la ricerca, entreranno in squadra. Magari il primo per contendere a Pier Carlo Padoan (ex Ocse e Fondo monetario, oggi presidente Istat) il posto di ministro tecnico dell’Economia. Bocconiano è anche Davide Serra, il finanziere che fece scoccare la scintilla tra Renzi e mondo del denaro.

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Bocconi consensus

*"Si chiude oggi, oggi viene consegnata la lista dei ministri''. Così Lorenzo Guerini, portavoce della segreteria del Pd, ai microfoni di SkyTg24 ha confermato che la squadra del governo Renzi è pronta. 

Empowering talent: il motto dell’Università commerciale Luigi Bocconi si proietta anche sul governo Renzi, se è vero (ma chissà) che Guido Tabellini, docente ed ex rettore, e Tito Boeri, prorettore per la ricerca, entreranno in squadra. Magari il primo per contendere a Pier Carlo Padoan (ex Ocse e Fondo monetario, oggi presidente Istat) il posto di ministro tecnico dell’Economia. Bocconiano è anche Davide Serra, il finanziere che fece scoccare la scintilla tra Renzi e mondo del denaro.

Nulla di paragonabile, certo, alla squadra di Mario Monti, che dietro al presidente dell’ateneo milanese schierava quattro ministri (Passera, Grilli, Barca, Moavero). Così la Bocconi, che figura (per la Scuola di direzione aziendale) nelle prime trenta posizioni mondiali, è stata eccellente riserva della classe manageriale privata, mentre le università giuridiche e la Banca d’Italia provvedevano a quella politica e all’alta burocrazia di stato.

Ora all’Ateneo si richiedono ministri tecnici e garanti verso altre istituzioni formalmente separate dai governi, tipo Banca d’Italia e Bce. Ma per fare cosa? Con quale linea? Rigorista, liberista, neokeynesiana? Per stare all’oggi, più filo Merkel o filo Draghi? Lo stesso Monti ha cercato di definire l’imprinting bocconiano nella “difesa del mercato, delle liberalizzazioni e del rigore dei conti pubblici”. E’ un po’ lo stesso mandato del Fmi, organismo intergovernativo che proprio per la sua indeterminatezza sbanda nelle crisi più acute. Una sorta di “Bocconi consensus” utile a formare manager validi per migrare in molte nazioni ma proprio per questo più deboli nell’aggredire i problemi specifici del paese di residenza dell’Accademia.

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