Non si fermano gli scontri a Kiev, morti e feriti nelle strade


La tregua proclamata mercoledì in tarda serata tra il governo di Kiev e i manifestanti antigovernativi in Ucraina non è durata nemmeno qualche ora. Giovedì mattina i manifestanti hanno attaccato le forze di sicurezza ucraine nel tentativo di riprendere piazza Indipendenza, “Euromaidan”, centro della protesta (i dimostranti erano asserragliati nella piazza da due mesi) conquistato martedì sera dalla polizia dopo un assedio violento.

di Eugenio Cau

Ferraresi A Kiev si ripete lo schema dell’inazione testato dall’America nelle piazze di mezzo mondo - Peduzzi Il fallimento dell’occidente in Ucraina ha un volto di donna e il colore sbiadito di uno zombie - De Biase La piazza di Kiev ha perso la sua identità, il regime va all’assalto finale

Non si fermano gli scontri a Kiev, morti e feriti nelle strade

La tregua proclamata mercoledì in tarda serata tra il governo di Kiev e i manifestanti antigovernativi in Ucraina non è durata nemmeno qualche ora. Giovedì mattina i manifestanti hanno attaccato le forze di sicurezza ucraine nel tentativo di riprendere piazza Indipendenza, “Euromaidan”, centro della protesta (i dimostranti erano asserragliati nella piazza da due mesi) conquistato martedì sera dalla polizia dopo un assedio violento. Nella tarda mattinata i manifestanti avevano ripreso gran parte della piazza, ma a costo di trasformare il centro di Kiev in un campo di battaglia.

Almeno 17 persone sono state uccise durante le violenze, ma secondo alcuni testimoni oculari i corpi ammassati negli hotel intorno alla piazza, trasformati in ospedali da campo provvisori, sarebbero molti di più. Il ministro della Salute ucraino ha detto in mattinata che dalla ripresa delle violenze di martedì i morti sarebbero 35, i feriti molte centinaia, ma ha aggiunto che i numeri sono una stima molto positiva, e che la realtà potrebbe essere molto peggiore. Le forze speciali ucraine, in quella che è stata definita un’operazione di “anti terrorismo”, hanno aperto il fuoco in più occasioni contro i manifestanti, aiutate dai tiri di precisione dei cecchini appostati sui tetti degli edifici, che da soli avrebbero provocato almeno 15 vittime. I manifestanti hanno risposto usando anch’essi armi da fuoco, fucili da caccia, bombe Molotov. Durante l’assedio di piazza Indipendenza i dimostranti hanno circondato circa una cinquantina di poliziotti, prendendoli in ostaggio. La violenza inedita delle proteste è da attribuirsi anche alla nuova formazione della piazza, dove ormai dominano i gruppi nazionalisti, spesso armati e addestrati ma poco interessati alle istanze europeiste per cui la protesta era nata. Nelle foto terribili di questi giorni non si vedono più bandiere europee. La situazione è diversa fuori dalla capitale, dove le proteste non sono ancora degenerate – anche se molti palazzi governativi sono stati occupati – e i manifestanti godono di una solida base di sostegno tra i cittadini.

Nella mattinata di giovedì i ministri degli Esteri dell’Unione europea avevano in agenda un meeting di emergenza a Kiev con il presidente ucraino Viktor Yanukovich, ma secondo alcune voci l’incontro sarebbe stato annullato per ragioni di sicurezza. Nel pomeriggio l’Europa deciderà se imporre all’Ucraina sanzioni economiche – nessuno tuttavia si aspetta che le sanzioni avranno un alto impatto.
Da giorni Yanukovich e il governo ucraino gridano al colpo di stato, sostenuti dalla Russia di Vladimir Putin che giovedì ha chiesto ai manifestanti (e solo ai manifestanti) di interrompere lo spargimento di sangue.

Alle Olimpiadi invernali di Sochi il comitato olimpico ha impedito agli atleti ucraini di portare un segno di lutto sul braccio per le vittime delle violenze, gli atleti in risposta hanno listato a lutto le bandiere ucraine. Quasi la metà dei 45 atleti ucraini sta inoltre disertando le gare per tornare in patria.

di Eugenio Cau

Ferraresi A Kiev si ripete lo schema dell’inazione testato dall’America nelle piazze di mezzo mondo - Peduzzi Il fallimento dell’occidente in Ucraina ha un volto di donna e il colore sbiadito di uno zombie - De Biase La piazza di Kiev ha perso la sua identità, il regime va all’assalto finale

 


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