Senza scorta

Niente scorta, dice Matteo Renzi. “Mi protegge la gente”. Lo dice ad Aldo Cazzullo che – pare di vederlo – ghigna nel sentirla così grossa. Ed è, infatti, un titolo del Corriere della Sera perché questo rinunciare ai guardaspalle è l’applicazione pedonale della Smart. Fa colore e fa audience.
Niente scorta, non lo vedremo mai fotografato tra i pistoloni penduli. E mai a bordo di un’auto blu, la tipica carrozza dei viceré. La scorta è uno scarto di provincialismo.

Senza scorta

Niente scorta, dice Matteo Renzi. “Mi protegge la gente”. Lo dice ad Aldo Cazzullo che – pare di vederlo – ghigna nel sentirla così grossa. Ed è, infatti, un titolo del Corriere della Sera perché questo rinunciare ai guardaspalle è l’applicazione pedonale della Smart. Fa colore e fa audience.
Niente scorta, non lo vedremo mai fotografato tra i pistoloni penduli. E mai a bordo di un’auto blu, la tipica carrozza dei viceré. La scorta è uno scarto di provincialismo. Balla da solo questo premier cui tutti danno del tu e Cazzullo, impertinente, gli descrive la surreale camminata come in una pagina di Achille Campanile. Renzi, infatti, dovendo cambiare l’Italia in tre mesi (anzi, subito), si spiega: “Non voglio passare dalla bicicletta all’auto blu!”. Salta sul treno. E cammina per i vagoni.

Sta lì, Renzi. E poi cammina. E Luca Bizzarri – maestro dell’ars comica, pratico del codice Campanile – in un tweet lo pitta alla perfezione: “Non si è fermato per rispondere alle domande. Si è fermato per le foto. Sta tutto lì”. Sta lì e aspetta. Si gode la popolarità che però non è precisamente l’amore del prossimo. Piuttosto un selfie. E se pure si sente protetto – dalla gente, naturalmente, com’è proprio di un “unto” – boy scout per come fu, Renzi dovrebbe saperlo che Cristo, per fare un esempio, fu ammazzato dalla gente. E così John F. Kennedy. Un altro che se ne stava tutto lì.

Si fa presto a dire “niente scorta”. L’ultimo a dirlo, “niente scorta, mi protegge il popolo” fu Muammar Gheddafi. La formula funzionò solo per Chávez, morì nel proprio letto ma perfino il Papa – Giovanni Paolo II – dovette riparare nella Papamobile. Certo, l’attuale Pontefice ama sgattaiolare tra la gente, fa colore e audience, ma lo sanno tutti che se non ha la scorta addosso ha i cecchini intorno. E sempre pronti a coprirgli le tanguere spalle.

Fa solo il rumore che è proprio della scopa nuova, Renzi. Però sì, si può capire. Dire no alla scorta è dire no al guinzaglio cui beatamente si offrono in tanti, per status. Farsi fotografare tra i pistoloni penduli è un dogma retorico. Il Fatto quotidiano, che pure asseconda questo target stampando non poche foto di pistoloni penduli, in un’interessante inchiesta ha certificato il modico costo di 255 milioni di euro l’anno per proteggere seicento personalità.

E dunque sì, si può capire, altrimenti che senso avrebbe ascoltare in tivù l’emozionante intervista al coraggioso pm Nino Di Matteo, vederlo in un cortile, circondato da pistoloni penduli e non farsi la domanda delle domande: non era più comodo farla dentro l’ufficio, l’intervista, per la pur empatica trasmissione?

Si può capire, sì. Niente scorta. E’ così segno del potere quel pistolone pendulo che in tanti – nella vanità del ruolo – si mandano le lettere anonime o si recapitano da sé le testine di agnello (poveri agnelli!) per poi vantare crediti con la società civile. La volta in cui un magistrato uscì livido dalla porta del suo ufficio sapendo che il collega, nella stanza accanto, aveva appena ricevuto una testa di crasto peloritano…

Si può capire, sì. La scorta è uno scatto di provincialismo. In un innesto di malafede retorica. Il presidente della regione siciliana, Rosario Crocetta, vive sotto scorta ma così sotto scorta che per andare all’“Arena”, su Rai Uno, dai suoi fraternissimi amici, Massimo Giletti e Klaus Davi, se la porta in volo. A differenza degli altri che ne lasciano una alla partenza per trovarne un’altra all’arrivo, lui – per disposizioni delle autorità, nella mollacchia burocrazia italiana dove un prefetto non se la prende certo questa gatta da pelare – è protetto anche nella rotta. Prossimamente accompagnato da due caccia, o da un Air Force Trinacry tutto per lui. E perciò sì, niente scorta. Molto meglio restarsene lì, a farsi i selfie. E sempre senza pistoloni.

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