Il leader del M5s attacca: "Non sei credibile". Renzi: "Esci dal blog"

Renzi perde l'inutile duello in streaming con Grillo

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Renzi perde l'inutile duello in streaming con Grillo

Al termine delle consultazioni di oggi l’intenzione di Matteo Renzi è quella di “Sciogliere la riserva nella giornata di sabato e chiedere ai presidenti di Camera e Senato di recarmi in aula a partire da lunedì della prossima settimana”. A dirlo è lo stesso segretario del Pd nel corso della rituale conferenza stampa tenuta al Quirinale.

Consultazioni dalle quali Renzi si aspettava “qualcosa di più”, specialmente dall’incontro con Beppe Grillo. “Vedevo le facce imbarazzate dei suoi che gli erano accanto quando provavo a entrare nel merito”, ha detto Renzi, “vorrei abbracciarli ad uno ad uno nonostante il vostro capo non abbia desideri, scappi”.

Matteo, con Gribbels hai straperso. Non si è eleganti e blandi e ruffiani con un piccolo teppista. A calci nel culo #sembraviBersani

— giuliano ferrara (@ferrarailgrasso) February 19, 2014

Si era infatti chiusa con un nulla di fatto la consultazione tra il premier in pectore e la delegazione del M5s guidata da Beppe Grillo. Pochi minuti, il tempo di prendere posto e il leader del M5s si rivolge così al segretario del Pd: “Non do la fiducia a te non per te come persona, ma per quello che rappresenti. Tu non sei credibile. Tu sei giovane, ma anche molto vecchio. Io ti ho preso in giro ma spero non ti sia offeso”.

“Non è il trailer del tuo show – ha replicato Renzi – non so se sei in difficoltà sulla prevendita e se mai ti do una mano. Questo non è Sanremo”, ha aggiunto il segretario del Pd prima di venir nuovamente incalzato da Grillo per il quale “qualsiasi cosa dici non sei credibile, rappresenti le banche e i poteri forti”. Alla richiesta di fare “un po’ per uno” avanzata da Renzi, Grillo ha risposto attaccando ancora il sindaco di Firenze sui costi della politica e i provvedimenti intrapresi: “Non ho tempo per te. Non sono democratico con te e con voi”, ha tuonato.

Ma il botta e risposta non si placa e continua, durissimo, tra l’invito di Renzi al dialogo (“sei qui perché il tuo popolo sul tuo blog ha detto che devo venire mentre tu ti rifiutavi”) e le accuse di Grillo (“non ci interessi, rappresenti De Bendetti e gli industriali, fai il giovane ma non lo sei”), le richieste del primo (“Prendo un minuto poi ci salutiamo, esci da questo blog: è un luogo dove c’è dolore vero, c’è bisogno di affrontare”) e i dinieghi del secondo (“un minuto? Non telo do. Non abbiamo nessuna fiducia in te”), fino a che il leader del M5s non si alzato dal suo posto  dichiarando finito il colloquio: “E’ finita caro”.

#SfiduciamoRenzie! In diretta ora: http://t.co/VwDei7f4Y4 pic.twitter.com/9G2E5ZHiUL

— Beppe Grillo (@beppe_grillo) 19 Febbraio 2014

Mi spiace tanto per chi ha votato 5Stelle. Meritate di più, amici. Ma vi prometto che cambieremo l'Italia, anche per voi #lavoltabuona

— Matteo Renzi (@matteorenzi) 19 Febbraio 2014

Il turno di Fi - "Abbiamo dato al presidente incaricato la nostra assoluta disponibilità a lavorare insieme e ad approvare in parlamento le riforme" ma "siamo all'opposizione". Lo ha ribadito Silvio Berlusconi dopo il colloquio con Matteo Renzi, impegnato in questi giorni nelle consultazioni alla Camera coi diversi gruppi parlamentari. "Con il premier incaricato – ha spiegato Berlusconi – abbiamo toccato molti temi che il Parlamento e il governo dovranno affrontare, sia per quanto riguarda la legislazione normale, sia per quel che riguarda la riforma degli assetti istituzionali del Paese, che è molto importante". "Una delle cose importanti su cui ci siamo intrattenuti – ha riferito il Cav. - è quella della necessità dell'approvazione, secondo i tempi previsti, della legge elettorale. Sulla legge elettorale non c'è la possibilità di cambiamenti – ha poi ricordato l'ex premier – perché già abbiamo aderito a delle richieste di modifica, ad esempio sugli sbarramenti, che sono scesi a dei livelli che noi pensavamo non dovessero essere così bassi. Comunque il male del nostro paese è non solo quello degli assetti costituzionali, ma il male primo è che noi italiani non abbiamo mai imparato a votare: frazioniamo il nostro voto e quindi siamo sempre molto distanti dal sistema di governo di una democrazia che è il sistema bipolare, come ha la maggiore democrazia al mondo che sono gli Stati Uniti d'America. Qui in Italia, invece, si danno ancora i voti per simpatia", ha concluso Berlusconi. Che ha poi aggiunto: "Abbiamo concordato per la riforma del Senato e anche qui faccio notare che c'è un'esigenza immediata e assoluta di avere una sola Camera che approvi le leggi, possibilmente ridotta di numero e che sia dato a questa unica Camera un tempo come oggi e' dato ai decreti legge per approvare i disegni di legge, io credo il tempo massimo di 120 giorni".

Dopo le consultazioni con Renzi il Cav. ha ricordato come sia "assolutamente  importante rivedere l'assetto costituzionale per dare al presidente  del Consiglio gli stessi poteri che hanno i suoi colleghi in altri paesi'', aggiungendo anche che tra le richieste di Forza Italia c'è anche quella dell'elezione diretta del capo dello stato. "E' successo che i padri costituenti, dopo un periodo di regime, nell'attribuzione di poteri non assegnarono nessun potere al presidente del Consiglio e al consiglio dei ministri. Il presidente del Consiglio – ha sottolineato il Cavaliere – ha la possibilità di esprimere un ruolo di rappresentanza ma, alla fine, stringi stringi, come vero potere ha solo quello di stendere l'ordine del giorno del Cdm e non puo' usare direttamente lo strumento del decreto legge per intervenire con efficacia e tempestivamente, perche' dipende dall'autorizzazione, e per la mia esperienza lo posso dire bene, del presidente della Repubblica. Ecco, io credo – ha concluso l'ex premier – sia assolutamente importante rivedere questo assetto per dare al presidente del Consiglio gli stessi potere dei suoi colleghi nelle democrazie occidentali".

Per l'ex premier inoltre "anche la Corte costituzionale va modificata: non si può lasciare al Capo dello Stato la prerogativa di nominare cinque membri. Oggi la Corte costituzionale da istituzione di garanzia è diventato un organo politico della sinistra''.

Il leader di Forza Italia ha poi dichiarato ai giornalisti presenti alla Camera: "Ho detto a Renzi di non preoccuparsi per il semestre europeo che è solo un incarico onorifico. Non deve dare nessuna preoccupazione né impedire nessuna attività del governo e del Parlamento perché, ripeto, si tratta solo di un fatto puramente onorifico". 

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