Recensione preventiva del Messia omosex voluto da @GiankaLeone a Sanremo

Sia chiaro. Per quante cattiverie si possano scrivere questo articolo farà il gioco di Gianka, che è volpe – la vecchia volpe – il direttore di Rai1 Giancarlo Leone, noto al popolo di Twitter come @GiankaLeone, e alloggiato in questi giorni a Sanremo. Tutto il già detto sul Festival della Canzone è già stato scritto ma arruolare Rufus Wainwright, la star canadese che fa parodia rock della Crocifissione e battezza nello sperma baroque pop non è blasfemia ma una furbata.

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Recensione preventiva del Messia omosex voluto da @GiankaLeone a Sanremo

Sia chiaro. Per quante cattiverie si possano scrivere questo articolo farà il gioco di Gianka, che è volpe – la vecchia volpe – il direttore di Rai1 Giancarlo Leone, noto al popolo di Twitter come @GiankaLeone, e alloggiato in questi giorni a Sanremo.

Tutto il già detto sul Festival della Canzone è già stato scritto ma arruolare Rufus Wainwright, la star canadese che fa parodia rock della Crocifissione e battezza nello sperma baroque pop non è blasfemia ma una furbata. E’ certamente qualcosa di – quantomeno in punto di teologia – ripugnante. Non ci piove. Fa il paio con quelle piattole delle Femen che hanno festeggiato quattro giorni fa il bombardamento di Dresda (25.000 morti, 14 febbraio 1945). Ma la pensata di Gianka, prendersi come ospite l’autore di “Gay Messiah” – un Cristo omosessuale rinato da un porno anni 70 – e sbatterlo su quel palco dove il povero Cavallo Pazzo dovette penare per solo cinque minuti di visibilità, nella disperazione di Pippo Baudo, è un trucco.

Un trucco vecchio come il cucco. E’ solo un lasciar intravedere lo scandalo per poi mettere all’incasso la pubblicità. E attivare così il più comodo dei riflessi condizionati e mettere così in agitazione – anzi, in mobilitazione – la parte per il tutto.
Quattro cretini fanno un popolo ed è subito grasso che cola. Mentre la stragrande maggioranza dei cattolici se ne fotte, quattro spersi – fra le truppe brancaleoniche dell’isteria italiana, si trovano, si trovano sempre – a favore di telecamera inscenano una protesta sul marciapiedi di Viale Mazzini e Gianka, furbo, incassa.

E’ la prevalenza della sineddoche. Si prende una parte e se ne fa un tutto. E’ solo un gioco di commercio. E ne abbiamo viste di sineddoche, altro che. A sinistra abbondano: il popolo dei fax, il popolo viola, i girotondi, il Palasharp… Quattro cretini davanti al Quirinale, armati di ortaggi, sono stati amplificati al punto di raccontare l’indignazione del popolo italiano per via dell’insopportabile vista – horribile visu! – quella di vedere il Pregiudicato andare a fare le consultazioni per il nuovo governo.
La sineddoche prevale anche nella filiera cattolica, altro che. Non ha la stessa potenza di fuoco delle professoresse col cerchietto ma alimenta un cortocircuito benefico in materia di pubblicità a gratis. Mentre la stragrande maggioranza di dirigenti Rai (cattolici, manco a dirlo), alimenta la rassicurante consuetudine, Gianka approfitta del palcoscenico nazionalpopolare per accendere – grazie al Messia omosex – il fuochino del gulp! Ovvio, a Sanremo gli autori e il direttore non si mettono a fare “messe sataniche sul palco”, per come ha domandato @lasoncini, assai delusa, a @giankaleone, ma quel far intravedere lo scandalo riscalda i motori del grande gioco, la pubblicità e autori e direttore possono ben sperare che qualcosa accada, oltre all’ammiccante presenza di Beppe Grillo in platea.

Sia chiaro. “I like su Facebook”, rassicura Andrea Laffranchi sul Corriere della Sera di ieri, “si fermano a poche decine”. La rassicurazione è tutta sulla risibilità delle proteste cattoliche. Questa benedetta stragrande maggioranza non sa chi sia questo tipo, regolarmente sposato con Jorn Weisbrodt, il marito con cui cresce una figlia avuta da Viva Lorca, figlia di Leonard Cohen e neppure ci pensa – la stragrande maggioranza dei cattolici – ad accorgersi di cotanta epifania. Magari ci fosse un altro frame, quello di “Nymphomaniac” scappato a RaiNews24. Lars Von Trier salva Dio, Patria e Famiglia. E’ uno che ri-genera l’Eros. Ma la stragrande maggioranza dei cattolici, infatti, sa di essere in buone mani trattandosi di Rai e della Rete Uno in particolare. Sa che l’unico vero Te Deum è quell’evento. Non sa che la musica è cambiata: per tanti anni, infatti, abbiamo avuto una dirigenza Rai pronta a farsi svillaneggiare pur di difendere col bigottismo le cosiddette masse cattoliche, oggi – al contrario – sempre le suddette masse vengono insolentite pur di far andare all’incasso di charme e chic mondano, un solo dirigente.

E’ il famoso cucco. Di cui Gianka, giusto a proposito di parte per il tutto, conosce il trucco. Ben volentieri accoglie l’aita-aita di chi crede di essere un esercito e, invece, è sperso. La prevalenza della sineddoche determina l’urto di Brancaleone. Da viale Mazzini a Sanremo, un solo grido: Gianka, Gianka, Gianka! Leon, Leon, Leon. E’ il trucco di @Giankaleon.

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