Arbitro cornuto

Arbitrare in calzamaglia e con il velo in testa

Dunque si può arbitrare anche con la calzamaglia e il velo in testa. Sorprese dall’Aia, che decide di rinunciare alla proverbiale inflessibilità e consente alla sedicenne Chahida Sekkafi di scendere in campo a Pizzighettone (prima pagina dedicatale dal Corriere della Sera) con lo hijab e la calzamaglia che la copre tutta fino agli scarpini.

di Quarantino Fox

Dunque si può arbitrare anche con la calzamaglia e il velo in testa. Sorprese dall’Aia, che decide di rinunciare alla proverbiale inflessibilità e consente alla sedicenne Chahida Sekkafi di scendere in campo a Pizzighettone (prima pagina dedicatale dal Corriere della Sera) con lo hijab e la calzamaglia che la copre tutta fino agli scarpini. Come cambiano le cose, verrebbe da dire. Ai miei tempi (tranquilli, Carlo Longhi aveva già smesso di arbitrare da un pezzo), non potevamo neanche mettere i guanti alle mani. E se si arbitrava in Sudtirolo piuttosto che in Val d’Aosta alle dieci del mattino del 10 gennaio? Pazienza, bisogna soffrire. Dura lex sed lex. Gli osservatori, ligi al regolamento, storcevano il naso (e non solo quello) se vedevano qualche fischietto proteggersi le mani dai rigori invernali. Ora tutto è cambiato. Perché no, dunque, il colbacco di pelo o un bel collare d’ermellino finto? Qualcuno provi a chiederlo all’Aia e ci faccia sapere la risposta.

di Quarantino Fox

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