Perché Grillo a Sanremo deluderà tutti

Tanto non arriva mica. Come chi? Grillo, cioè il ragioniere Giuseppe Grillo (nato a Genova, 65 anni, Cancro), per gli amici Giuse, da Pippo Baudo in poi Beppe. All'Ariston sono passati Nino Benvenuti e il cardinale Tarcisio Bertone, Giulio Andreotti e Penelope Cruz, per cui l'anziano comico di San Fruttuoso non suscita attese, timori o tremori d'alcun che. Suvvìa: a chi interessa ancora del Grillo? Oh, certo, il suo  pubblico ce lo ha, ed è già qui fuori.

Perché Grillo a Sanremo deluderà tutti

Sanremo. Tanto non arriva mica. Come chi? Grillo, cioè il ragioniere Giuseppe Grillo (nato a Genova, 65 anni, Cancro), per gli amici Giuse, da Pippo Baudo in poi Beppe. All'Ariston sono passati Nino Benvenuti e il cardinale Tarcisio Bertone, Giulio Andreotti e Penelope Cruz, per cui l'anziano comico di San Fruttuoso non suscita attese, timori o tremori d'alcunché. Suvvia: a chi interessa ancora del Grillo? Oh, certo, il suo  pubblico ce lo ha, ed è già qui fuori. Sono i cacciatori di autografi e di foto-con-celebrità, i telefonini intelligenti di qualche anno fa pronti e, nel taschino, un po' d'indignazione precotta e generalista modello Riccardo Iacona. Uno se lo immagina già. Si sveglia al mattino, nel suo bel villone a Sant'Ilario, chiama su Skype Gian Roberto Casaleggio (Milano, 60 anni, Leone), suo compare di lotta e fatturato, riceve l'assenso  e monta in macchina. Arrivato a Sanremo, trova la folta platea sopra descritta e sbraita non importa che cosa in favore delle scarne telecamere di qualche  tivù locale, di quelle che  si vedono nelle province di Savona e Cuneo. Se parla tanto, parla una mezz'ora e saluta. Siccome non di solo pane etc., il nostro eroe va a mangiare e aspetta le prime ombre della sera. Siccome ha comperato il biglietto, si presenta all'ingresso e, come tutti, entra in sala. Le hostess cortesissime lo accompagnano a sedere e lui, come tutti, siede. Da lì in avanti, che può fare? Se urla, non ha il microfono e nessuno lo ascolta: non si dice in televisione, che è ovvio, ma nemmeno in teatro. Ohi, non ha mica la voce di un Lawrence Olivier, o di un Eros Pagni. Inoltre, il direttore Giancarlo Leone lo ha detto chiaro e tondo: se Grillo arriva, ci fa piacere, se poi fa qualcosa fuori dal teatro, a noi che ce ne importa (e siccome Leone è davvero un fuoriclasse, aggiunge: “Ho già comperato 2 biglietti per il suo prossimo spettacolo, il 14 aprile prossimo, e ho speso volentieri i 66 euro. Grillo è ancora un grande comico”. Prendi su e porta a casa, bimbo). Fra gli autori del Festival c'è Michele Serra, coniatore, tanti anni fa, della formula "Il nuovo che avanza". Ecco, visto dall'Ariston, Beppe Grillo incarna il vecchio che arretra. Nei giorni in cui trionfa la giovinezza ribalda di Matteo Renzi (Firenze, 39 anni, Capricorno), L'avvento eventuale di Giuseppe Grillo ha l'aria rassegnata di un Enrico Letta, nel senso del predestinato alla sconfitta; e, come si suole, senza neppure l'onore delle armi. Siccome poi Sanremo è un paesone di lunga memoria, qualche malvagio ha rispolverato le memorie di quando Beppe Grillo faceva le Feste dell'Unità e, continuano i maldicenti, prima di salire sul palco chiedeva un contributo extracontratto (una tangentina prima di Tangentopoli). Vere o no le cattiverie, poco importa. L'aria è cambiata.

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