L'intervento del segretario alla Direzione del Pd

Renzi: "Vi chiedo di uscire dalla palude". Domani le dimissioni di Letta

"A seguito delle decisioni assunte oggi dalla Direzione nazionale del Partito Democratico, ho informato il presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano, della mia volontà di recarmi domani al Quirinale per rassegnare le dimissioni da  presidente del Consiglio dei ministri". Lo dichiarato Enrico Letta in una nota, all'esito delle votazioni della Direzione del Pd.

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Renzi: "Vi chiedo di uscire dalla palude". Domani le dimissioni di Letta

"A seguito delle decisioni assunte oggi dalla Direzione nazionale del Partito Democratico, ho informato il presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano, della mia volontà di recarmi domani al Quirinale per rassegnare le dimissioni da  presidente del Consiglio dei ministri". Lo dichiarato Enrico Letta in una nota, all'esito delle votazioni della Direzione del Pd.

La decisione di Letta giunge dopo giorni di incontri e dopo l'intervento fatto oggi da Matteo Renzi alla Direzione del Pd, in cui si chiedeva un cambiamento nel percorso dell'esecutivo e una soprattutto una nuova guida da dare al governo e recante la firma del segretario del Pd.

L'INTERVENTO DI MATTEO RENZI - "La direzione di oggi non sarà un processo al governo, non si tratta di dare colpe al governo per ciò che è accaduto, ma di capire se siamo in condizioni o meno di aprire una pagina nuova". Lo ha detto Matteo Renzi alla direzione del Pd. "La direzione del Pd ringrazia il presidente del Consiglio Letta per il notevole lavoro in un esecutivo di servizio nato in un delicato momento politico economico e sociale e per l'apporto dato a questo impegno, assume Impegno Italia come utile contributo e rileva la necessità e l'urgenza di aprire una fase nuova". Matteo Renzi ha letto in avvio di direzione il testo del documento che al termine della riunione si porrà ai voti. "La strada delle elezioni ha una sua suggestione", ma "non c'è una normativa elettorale che garantisce la  certezza della vittoria", e siccome anche l'Italicum è legato alle riforme costituzionali, "non risolverebbe i problemi che abbiamo sul tappeto", ha detto Renzi.

La seconda scelta possibile, dopo le elezioni, è "un governo di legislatura: è una scelta azzardata e difficile. L'ipotesi di questa trasformazione ha senso se puoi dire a tutti che l'obiettivo e' il 2018 e di mezzo ci sono le riforme e il tentativo di cambiare le regole del gioco", ha spiegato Renzi alla direzione Pd illustrando le due ipotesi che il partito ha davanti a sé. "Chiedere oggi di cambiare strada – ha detto il segretario – è il tentativo di restituire un'occasione alla politica". "Qualcuno dice aspettate le riforme, quando potrete fare le elezioni allora sì cambierete l'Italia. Possiamo aspettare che qualcuno lo faccia per noi?", ha chiesto. "O il Pd ha un protagonismo forte o questo cambiamento si realizza soltanto a parole", ha assicurato, allora "facciamolo noi", ha risposto il segretario. "Si rischia? Certo, ma se il rischio lo dobbiamo correre anche noi la disponibilità a correre il rischio deve essere presa con il vento in faccia", ha proseguito, "ma deve essere un cambiamento che offriamo innanzitutto al dibattito istituzionale". "Chiedere oggi di cambiare strada – ha ribadito Renzi – è il tentativo di restituire un'occasione alla politica".

Rispetto al ruolo di Letta rispetto al Pd e a quanto fatto dal premier in questi ultimi dieci mesi, Renzi ha chiarito: "Se la situazione in cui ci troviamo richiede l'energia, l'entusiamo di un cambiamento radicale, questo non è un derby caratteriale ma necessità di cambiare". Poi una nota sul Capo dello stato: "Il Capo dello Stato viene accusato in modo strumentale di essere venuto meno ai suoi compiti quando è il garante e l'arbitro: voglio rivolgergli un saluto per il lavoro che sta facendo".

"Dobbiamo dare la disponibilità e uscire dalla palude con un cambiamento radicale", ha dichiarato Renzi. WQuanto ai retroscena e a quanto scritto sui giornali in questi giorni, il segretario dem ha affermato: "Qualcuno ha scritto 'l'ambizione smisurata di Renzi e del Pd'. Non smentisco queste parole: c'è un'ambizione smisurata che dobbiamo avere, da me all'ultimo iscritto. L'Italia non può vivere in una situazione di incertezza e instabilità, siamo a un bivio e l'augurio che faccio è avere consapevolezza della propria responsabilità, mettendo da parte ogni ipocrisia. Ringraziando chi ha lavorato con determinazione in questo anno. Se l'Italia chiede un cambio radicale o lo fa il Pd o non lo fa nessuno. Vi chiedo di uscire dalla palude", ha concluso il segretario prima che iniziassero gli interventi degli altri esponenti del Pd presenti alla direzione.

IL VOTO DELLA DIREZIONE - L'ordine del giorno proposto da Renzi è stato approvato con 136 voto a favore, 16 contrari e 2 astenuti.

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