Cavaliere al balcone

Silvio Berlusconi guarda da casa la conferenza stampa di Enrico Letta, poi si abbandona a qualche commento confidenziale con gli amici: “Letta chiede l’onore delle armi”. E insomma per il Cavaliere la vicenda è chiusa, il governo Renzi si farà, e malgrado il sottofondo ringhioso dei capigruppo di Forza Italia, Renato Brunetta e Paolo Romani sguinzagliati contro la staffetta, in realtà il Sovrano di Arcore si frega le mani.

Cavaliere al balcone

Silvio Berlusconi guarda da casa la conferenza stampa di Enrico Letta, poi si abbandona a qualche commento confidenziale con gli amici: “Letta chiede l’onore delle armi”. E insomma per il Cavaliere la vicenda è chiusa, il governo Renzi si farà, e malgrado il sottofondo ringhioso dei capigruppo di Forza Italia, Renato Brunetta e Paolo Romani sguinzagliati contro la staffetta, in realtà il Sovrano di Arcore si frega le mani. “La maggioranza di Renzi sarà all’incirca la stessa di Letta, le difficoltà pure. Voglio vedere questa maggioranza come farà a governare”, dice Maurizio Gasparri. E da Palazzo Grazioli viene offerta l’immagine d’un Cavaliere soddisfatto. “Continuerà a sostenere la riforma elettorale e quella del Senato”, dicono, “potrà modulare i toni dell’opposizione. Rendersi persino indispensabile. E se Renzi dovesse fallire, tanto meglio”. Tasto finish sull’amato competitor. Dunque raccontano che Berlusconi già passa ore a far di conto, a sommare liste, simboli, zerivirgola, “ha fatto anche testare una lista animalista. Forza Dudù”. E Giovanni Toti conferma: “Tutti i sondaggi mostrano che federiamo più simboli e più partiti del centrosinistra. Vinciamo le elezioni”.

Ma dev’esserci anche stato un ordine di scuderia, calato dall’alto sull’intera corte agitata. Spiazzata dall’impazienza rapace di Renzi. Fino a martedì notte, infatti, l’ipotesi di un governo Renzi era malvista dai generali del berlusconismo. Ed era facile riconoscere, nei volti e nelle facce di Denis Verdini, di Daniela Santanchè, di Mariastella Gelmini, di Raffaele Fitto, come un’ombra d’inquietudine. “Che succede se Renzi ce la fa e governa fino al 2018?”, si chiedevano. Semplice: nel 2018 il Cavaliere avrebbe ottantadue anni, età veneranda, eppure poco pratica ai fini della politica attiva. Ma da ieri è vietato dirlo, malgrado si ritrovino, nelle dichiarazioni pubbliche, tracce e conseguenze di questo pensiero funesto. A farne le spese è Angelino Alfano, tornato per FI nel ruolo di “traditore”. L’ex delfino sopravviverà a Letta, ha già stretto un mezzo patto con Renzi.

Lascia il tuo commento

Condividi le tue opinioni su Il Foglio

Caratteri rimanenti: 1000

Servizi