#iosonoserenoanzizen

Letta: "Chi vuole il mio posto lo dica"

"Ieri mi hanno chiesto se mi dimettevo: le dimissioni non si danno per dicerie o manovre del palazzo, per un retroscena. Il rispetto delle istituzioni merita chiarezza. Chi vuole venire qui al posto mio deve dire cosa vuole fare". Chiude il discorso sulla staffetta con Renzi così, Enrico Letta, durante la conferenza stampa a Palazzo Chigi in cui il premier ha presentato il nuovo patto di coalizione. "Voglio presentare Impegno Italia, il patto di coalizione insieme alla maggioranza che ha sostenuto il mio governo e che voglio ringraziare".

Letta: "Chi vuole il mio posto lo dica"

"Ieri mi hanno chiesto se mi dimettevo: le dimissioni non si danno per dicerie o manovre del palazzo, per un retroscena. Il rispetto delle istituzioni merita chiarezza. Chi vuole venire qui al posto mio deve dire cosa vuole fare". Chiude il discorso sulla staffetta con Renzi così, Enrico Letta, durante la conferenza stampa a Palazzo Chigi in cui il premier ha presentato il nuovo patto di coalizione.

"Voglio presentare Impegno Italia, il patto di coalizione insieme alla maggioranza che ha sostenuto il mio governo e che voglio ringraziare". Perché parlare ora il programma 'Impegno 2014'? "Perché sono rispettoso delle regole e degli impegni presi, il Pd ha chiesto che ci fosse prima l'impegno sulla legge elettorale. Io sono un uomo del Pd". L'auspicio espresso dal premier è che "il patto ci veda tutti impegnati in modo sintonico".

Perdita di tempo? "Se perdita di tempo c'è stata non è colpa mia", dice il premier.  "Non metto una data a Impegno Italia, questa legislatura deve farci uscire dall'emergenza. La durata di Impegno Italia per me è legata al compimento delle riforme, cioè della legge elettorale, del Senato, del titolo V della Costituzione. Terminato questo processo ritengo che il lavoro possa essere legato a questo". "Il tema non è una data di scadenza ma le riforme". "Io mi considero un uomo delle istituzioni, così mi sono comportato fino adesso e così mi comportero'", afferma il premier.

"Gli uomini delle istituzioni devono assumersi le proprie responsabilità e credo che tutti i cittadini debbano verificare gli atteggiamenti e i pronunciamenti", afferma il presidente del Consiglio.

"Sono, sereno", ha detto Letta, che ha scherzato su come il suo programma sia "Ogni giorno è come se fosse l’ultimo". "Potrei insegnare pratiche zen in qualunque monastero orientale... L'hashtag è #iosonoserenoanzizen".

"Il mio governo è nato in Parlamento e ognuno si deve esprimere e pronunciare nelle sedi appropriate, cioè i partiti che esprimono i gruppi che votano la fiducia. Ognuno, io e il mio partito con il suo segretario, dobbiamo assumerci le nostre responsabilità. Chiedo chiarezza. Lo dobbiamo ai cittadini italiani". "Gli unici governi possono nascere in Parlamento, il mio governo è nato in Parlamento".

"Offro Impegno Italia ai partiti, al Parlamento e ai cittadini".  "Abbiamo preso il timone di questo Paese quando c'era il segno meno, oggi il Paese ha il segno piu'. E' una crescita piccola, ma significativa". "Il debito scende, il deficit è sotto il 3%. Ora crescita e lotta alla disoccupazione", afferma il presidente del Consiglio. "E' una visione di un'Italia che riparte".

Letta ringrazia poi apertamente il presidente della Repubblica Giorgio Napolitano, presentando 'Impegno 2014' e ribadendo che il suo è "un governo di servizio al paese. Non fa parte del mio dna rompere una continuità. Il mio – dice – è uno spirito profondamente legato al servizio del Paese e non a prospettive personali".   

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