C’è poco da ridere sui bombaroli iracheni

Lunedì mattina, vicino a Samarra, città poco a nord di Baghdad, sono morti 22 appartenenti allo Stato islamico, il gruppo jihadista guidato da al Baghdadi che combatte in Iraq e in Siria e che per la sua ferocia e autonomia è stato disconosciuto persino da al Qaida. I 22 uomini sono morti durante un addestramento: il loro comandante ha simulato un attacco suicida, con una cintura esplosiva che è infine esplosa (regola numero uno: non usare armi vere durante le dimostrazioni). L’ironia si è sprecata, naturalmente, sembra una storia da giornale satirico, ma c’è ben poco da ridere.

C’è poco da ridere sui bombaroli iracheni

Lunedì mattina, vicino a Samarra, città poco a nord di Baghdad, sono morti 22 appartenenti allo Stato islamico, il gruppo jihadista guidato da al Baghdadi che combatte in Iraq e in Siria e che per la sua ferocia e autonomia è stato disconosciuto persino da al Qaida. I 22 uomini sono morti durante un addestramento: il loro comandante ha simulato un attacco suicida, con una cintura esplosiva che è infine esplosa (regola numero uno: non usare armi vere durante le dimostrazioni). L’ironia si è sprecata, naturalmente, sembra una storia da giornale satirico, ma c’è ben poco da ridere. Con quest’esplosione abbiamo scoperto che c’è un gruppo terroristico che ha conquistato alcune zone del paese – come la famigerata Fallujah – e che ospita campi di addestramento con comandanti, armi, esplosivi – dei santuari, tanto per dirla con un termine che si usava molto quando si andava a caccia di Bin Laden in Afghanistan. Secondo il New York Times, la polizia ha ritrovato oltre ai 22 cadaveri, dieci automobili piene di esplosivo pronte per la detonazione e file di cinture esplosive cariche.

Bill Roggio, esperto militare che tiene il sito Long War Journal, ha scritto: “Il fatto che lo Stato islamico riesca a reclutare tanti attentatori e riesca ad addestrarli è molto preoccupante. Quanti altri centri ci sono? Se si guarda al numero di attacchi suicidi portati a termine dallo Stato islamico tra Iraq e Siria, è facile concludere che la morte dei 22 adepti non abbia scalfito quasi per niente la forza del gruppo”.

Barack Obama ieri, in conferenza stampa accanto al francese François Hollande che è l’ultimo falco rimasto in terra, ha detto: “La situazione in Siria è orrenda, non c’è dubbio. Ogni giorno che passa, sempre più gente soffre, lo stato della Siria stessa sta sgretolandosi, e questo è male per la Siria. E’ male anche per la sicurezza globale, perché ora sappiamo che gli estremisti hanno riempito il vuoto di alcune aree della Siria e ci possono minacciare nel lungo termine”. Una nota: non lo sappiamo da ora, abbiamo lasciato che quel vuoto fosse riempito da altri e non da noi, e al Baghdadi minaccia gli americani già da un po’.

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