A che ora è la svolta liberale?

François Hollande è sbarcato in America carico di buoni propositi e di grandi aspettative, per quella che è considerata una delle visite più sfarzose di un presidente francese da un paio di decenni (per ora si registra soltanto una crisi procedurale alla Casa Bianca, visto che Hollande si è presentato senza compagna: davvero non esiste un protocollo per leader single?).

A che ora è la svolta liberale?

François Hollande è sbarcato in America carico di buoni propositi e di grandi aspettative, per quella che è considerata una delle visite più sfarzose di un presidente francese da un paio di decenni (per ora si registra soltanto una crisi procedurale alla Casa Bianca, visto che Hollande si è presentato senza compagna: davvero non esiste un protocollo per leader single?). Ma attorno alle speculazioni su un’alleanza che cambia e si rafforza – se Obama fosse un po’ più come Hollande in politica estera, i siriani non starebbero morendo ancora sotto le bombe del loro tiranno – ci sono parecchie perplessità. Molti degli imprenditori che accompagnano Hollande hanno confessato al Wall Street Journal la loro preoccupazione: la svolta liberale annunciata dall’Eliseo è vera, e se sì quando inizia? I paragoni con la Germania della fine degli anni Novanta non si contano più, anche se infastidiscono Hollande che detesta l’ex cancelliere tedesco Schröder al quale tutti gli suggeriscono di assomigliare. Le riforme sono necessarie, e soprattutto urgenti, ma con i tempi ancora si tentenna un pochino. Al punto che l’ala sinistra del Partito socialista ha aspettato che Hollande partisse per l’America per preparargli un agguato: il “patto di responsabilità”, sintesi dei tagli alle tasse e alle misure contro la disoccupazione, è stato messo sotto accusa. “Il n’y a pas qu’une seule politique possible” è il titolo del documento dei congiurati, un po’ di socialisti di medio livello che non vogliono sentir parlare di socialdemocrazia (nemmeno nella forma vaga scelta da Hollande). Una rivolta interna al Partito al governo è l’ultima cosa di cui la Francia ha bisogno: se Hollande è cambiato davvero questo è un buon momento per dimostrarlo.

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