Perché Grillini e Forza Italia salgono sul carro anti Napolitano

Hanno suscitato contrastanti reazioni le anticipazioni dell’ultimo libro di Alan Friedman secondo cui già nell’estate del 2011 il capo dello stato, Giorgio Napolitano, avrebbe contattato Mario Monti in prospettiva di un incarico istituzionale. E’ stato lo stesso Professore, nel corso di un’intervista rilasciata al Tg1, a confermare le indiscrezioni definendo però “assurdo il fatto che venga considerato anomalo che un Presidente della repubblica si assicuri di capire se ci sia un’alternativa se si dovesse porre un problema”.

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Perché Grillini e Forza Italia salgono sul carro anti Napolitano

Hanno suscitato contrastanti reazioni le anticipazioni dell’ultimo libro di Alan Friedman secondo cui già nell’estate del 2011 il capo dello stato, Giorgio Napolitano, avrebbe contattato Mario Monti in prospettiva di un incarico istituzionale. E’ stato lo stesso Professore, nel corso di un’intervista rilasciata al Tg1, a confermare le indiscrezioni definendo però “assurdo il fatto che venga considerato anomalo che un Presidente della repubblica si assicuri di capire se ci sia un’alternativa se si dovesse porre un problema”.

Estate 2011, caos. Pensavo che Napolitano lavorasse per altro governo. Ma non che chiedesse il viatico al Cav. Ottenenedolo. #altrochegolpe

— giuliano ferrara (@ferrarailgrasso) 10 Febbraio 2014

Per il senatore Augusto Minzolini “le rivelazioni del libero di Friedman sono un ulteriore conferma che in quell'occasione fu spazzato via dallo scenario europeo il premier e un governo, che si opponevano alle mire egemoniche della Germania sulla Ue e a una politica che ha provocato, com'è oggi sotto gli occhi di tutti, miseria nella maggior parte dei paesi dell'Unione e benessere solo a Berlino".

“Di fronte a queste nuove rivelazioni – ha aggiunto Minzolini - andrà valutata sempre con maggiore attenzione la procedura di impeachment nei confronti del presidente Napolitano promossa da altri gruppi politici in Parlamento".

Anche secondo i capigruppo di Forza Italia alla Camera e al Senato, Renato Brunetta e Paolo Romani, “le testimonianze fornite da Alan Friedman non lasciano margine a interpretazioni diverse o minimaliste". "Tutto questo – aggiungono i due - non può non destare in noi e in ogni sincero democratico forti dubbi sul modo di intendere l'altissima funzione di Presidente della Repubblica da parte di Giorgio Napolitano”. Infine, concludono i due esponenti di Forza Itlia, “chiediamo al Capo dello Stato di condurre innanzitutto verso i propri comportamenti un'operazione verità. Non nascondiamo amarezza e sconcerto, mentre attendiamo urgenti chiarimenti e convincenti spiegazioni".

 

Berlusconi sa che non ci fu golpe 2011. Però gli si sono staccati i cani e ha guinzaglio lungo. Oops, linguaccia scorretta #altrochegolpe

— giuliano ferrara (@ferrarailgrasso) 10 Febbraio 2014


Più decisa è invece la reazione del M5s che per voce del senatore Vito Crimi, membro del Comitato parlamentare per i procedimenti di accusa, si è domandato “cosa altro dobbiamo scoprire perché si apra un’indagine? Dobbiamo forse aspettare ulteriori rivelazioni? Non bastano tutti questi dubbi per avallare la nostra richiesta di aprire un’indagine?”. E sul suo blog, Beppe Grillo rincara la dose parlando di un’”Italia che sprofonda, e non è più un modo di dire” e di una soluzione che per il leader del M5s si risolverà in “un giro di poltrone, la specialità della casa”. "Comunque vada – scrive il comico genovese dalle pagine del suo blog -, il banco deve vincere sempre. Letta UNO, Letta DUE, Renzie UNO, Berlusconi QUATTRO, un beverone offerto dalle televisioni a tutte le ore come l'elisir di giovinezza. I partiti hanno un solo obiettivo: sopravvivere ad ogni costo e ormai non lo nascondono neanche più”, ha infine chiosato, ricordando che “non può piovere per sempre”.

“Incomprensibili e ingiustificate” sono per il presidente dei senatori del Pd, Luigi Zanda, “le dichiarazioni di importanti senatori di Forza Italia sul capo dello stato”. “Di fronte all’evidente difficoltà dell’Italia nel 2011 – si domanda Zanda- che avrebbe dovuto fare il Presidente della repubblica?”. Zanda infatti chiarisce che "nella situazione in cui eravamo sarebbe stato molto singolare che il Capo dello Stato non si preoccupasse dell'evidente crisi economica e, a tutta evidenza, anche politica”.

Anche il capogruppo alla Camera del Pd, Roberto Speranza, ha definito "sconcertante l'ennesima gazzarra sollevata contro il Presidente Napolitano”. “Il 2011 – ricorda Speranza – è stato uno degli anni più difficili e la situazione economica e politica preoccupava giustamente la massima istituzione dello Stato”. “La verità che Forza Italia deve ricordare – conclude Speranza – è che Berlusconi e Tremonti hanno nascosto per anni la crisi portando il paese sull'orlo del baratro e ancora oggi gli italiani sono costretti a pagare gli errori di quel disastroso governo." 

O prodi berlusconidi fratelli, concentratevi sul governo del Nipote. Se fate inutile casino, si rafforza. #altrochegolpe

— giuliano ferrara (@ferrarailgrasso) 10 Febbraio 2014

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