Rcs, la stabilità come bavaglio

A Repubblica devono aver esaurito i post-it, quelli che in nome della “libertà di stampa” (da intendersi come “libertà di spiare”) furono utilizzati alla fine del 2011 per contrapporsi fieramente alla “legge bavaglio” che avrebbe dovuto mettere un limite alla pubblicazione di atti giudiziari-gossip sui quotidiani.

Rcs, la stabilità come bavaglio

A Repubblica devono aver esaurito i post-it, quelli che in nome della “libertà di stampa” (da intendersi come “libertà di spiare”) furono utilizzati alla fine del 2011 per contrapporsi fieramente alla “legge bavaglio” che avrebbe dovuto mettere un limite alla pubblicazione di atti giudiziari-gossip sui quotidiani. Eppure ieri, sul New York Times International, c’era un giornalista di rango che denunciava di essere stato deposto dal suo ruolo di direttore del Mundo (seconda testata per diffusione in Spagna) per il solo fatto di aver criticato il governo conservatore iberico di Mariano Rajoy. Il giornalista si chiama Pedro J. Ramírez, fino al 1988 direttore di Diario 16 e da lì allontanato dopo alcune inchieste sugli “squadroni della morte” con cui il governo del socialista Felipe González trattava i terroristi separatisti dell’Eta. Adesso Ramírez è stato licenziato – scrive lui – per aver messo in pagina con troppa dovizia di particolari la storia di alcuni finanziamenti illeciti nel Partito popolare di Rajoy. C’è di che indignarsi, per chi coltiva una visione mitologica della libertà di stampa, quella del giornalista titano contro tutti e non quella più realistica da intendere come libertà di intraprendere dei vari editori. Ci sarebbe stato di che indignarsi anche perché l’“Italian conglomerate” che ha fatto fuori Ramírez dal Mundo si chiama Rcs, cioè la stessa editrice del Corriere della Sera.

Qui ci si limita a notare che la “stabilità” declinata dal gruppo editoriale Rcs genera mostri: in Spagna Rcs fa dimettere un direttore che pure aveva sostenuto i conservatori alle elezioni, perché il governo non si disturba. In Italia “diciamo a chiare lettere che l’ipotesi di tornare alle urne in primavera è semplicemente improponibile”, ha scritto di recente il direttore del Corriere, Ferruccio de Bortoli, per schermare il presidente del Consiglio Enrico Letta dal rampante Matteo Renzi. Il manovratore, anche se avanza stancamente, non si tocca. E’ la linea editoriale di Rcs. In tutta Europa.

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