La differenza tra gender e genocidio

Sarò a Sochi, scriveva ieri il presidente del Consiglio Enrico Letta sul Corriere della Sera, nonostante le “discriminazioni nei confronti delle persone omosessuali” e la “limitazione delle libertà di espressione” che affliggono i cittadini russi. In questi giorni l’occidente vibra di protesta contro il presidente russo Vladimir Putin ome se il problema con la Russia fosse tutto qui, nelle leggi che discriminano gli omosessuali e censurano i giornalisti.

La differenza tra gender e genocidio

Sarò a Sochi, scriveva ieri il presidente del Consiglio Enrico Letta sul Corriere della Sera, nonostante le “discriminazioni nei confronti delle persone omosessuali” e la “limitazione delle libertà di espressione” che affliggono i cittadini russi. In questi giorni l’occidente vibra di protesta contro il presidente russo Vladimir Putin, le firme dei migliori intellettuali si sprecano in calce agli appelli umanitari, i capi di stato disertano la cerimonia di apertura, i motori di ricerca innalzano loghi arcobaleno, come se il problema con la Russia fosse tutto qui, nelle leggi che discriminano gli omosessuali e censurano i giornalisti – per non parlare del trattamento dei cani randagi. La protesta internazionale contro i giochi di Sochi è il frutto di un colpevole errore di prospettiva, e l’indignazione dei firmatari seriali di appelli è male indirizzata se a questo si riducono i motivi di scandalo contro Putin. Negli ultimi mesi la Russia ha mostrato di considerare l’Ucraina come il proprio giardino, anche quando questo ha significato calpestare i corpi dei manifestanti del “maidan”. Soprattutto, ha sorretto in piedi con armi e finanziamenti il dittatore siriano Bashar el Assad, lo ha salvato con la scaltrezza della sua diplomazia quando l’America era a un passo dallo strike, lo ha spalleggiato durante la Conferenza di Ginevra delle scorse settimane. Ad Aleppo, nelle stesse ore in cui, con contributo russo, falliva la trattativa per un corridoio umanitario, l’esercito di Assad gettava barili pieni di esplosivo, chiodi e detriti sui civili, per minimizzare la spesa e massimizzare le mutilazioni. Ci sono ragioni solide per indignarsi con la Russia di Putin, di nessuna di queste parleremo a Sochi.

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