Cresce il mercato degli indecisi e fa bene al Pd (ma potrebbe scegliere Sel)

Anche se non sono previste a breve le elezioni politiche (ma incombe nei prossimi mesi l’importante test delle consultazioni europee), i partiti continuano a guardare con attenzione i sondaggi sulle intenzioni di voto, misurando anche le minime variazioni che intervengono da una settimana all’altra (e che, pur se comunicate alla televisione, non hanno nessun valore statistico).

di Renato Mannheimer

Cresce il mercato degli indecisi e fa bene al Pd (ma potrebbe scegliere Sel)

Anche se non sono previste a breve le elezioni politiche (ma incombe nei prossimi mesi l’importante test delle consultazioni europee), i partiti continuano a guardare con attenzione i sondaggi sulle intenzioni di voto, misurando anche le minime variazioni che intervengono da una settimana all’altra (e che, pur se comunicate alla televisione, non hanno nessun valore statistico). Trascurando forse l’elemento più importante del mercato elettorale, costituito dagli indecisi e dagli elettori potenziali, vale a dire coloro che non hanno elaborato appieno la propria scelta o sono in bilico sull’opzione da dare tra due o più forze in campo.

Gli indecisi si sono rilevati determinanti nelle elezioni dello scorso anno, quando si sono riversati in buona misura, negli ultimi giorni, sul voto per l’M5s e lo saranno ancor più alle prossime, quando saranno cruciali per superare le soglie che danno accesso al Parlamento (per ora, il 5 per cento) o che consentono di godere della maggioranza assoluta dei seggi (per ora, il 37 per cento). Oggi si dichiara indeciso poco meno del 40 per cento dell’elettorato (negli ultimi sondaggi era il 38,3 per cento). Alcuni di costoro sono reticenti, pur sapendo già cosa votare, e altri, alla fine, non si recheranno alle urne. Ma molti pencolano davvero tra diversi partiti. In passato, buona parte (16 per cento) degli indecisi attuali aveva votato per l’M5s. Una percentuale minore, ma significativa (il 10 per cento degli indecisi) aveva scelto invece il Pdl e una quota ancora inferiore (8 per cento) aveva preferito il Pd. Tutti costoro non sono oggi più certi di votare il partito preferito a suo tempo. Se richiesti di indicare il partito “preso in considerazione”, anche se non ancora prescelto per il voto, la maggioranza relativa si rivolge al Pd. Ma molti indicano ancora un orientamento per l’M5s o, anche, per Sel. Insomma, buona parte del mercato degli indecisi è costituito da ex elettori del centrosinistra o del M5s o, comunque, da cittadini che si collocano in queste aree politiche. Il che rende decisiva la campagna elettorale. Se questi partiti riusciranno a persuadere gli attualmente indecisi a votarli, potranno mutare sensibilmente lo scenario oggi disegnato dalle intenzioni di voto.

Sono dunque gli indecisi a determinare il quadro. Ma anche il mercato di chi dichiara di avere già deciso che partito votare, presenta elementi di mobilità potenziale. C’è infatti chi si dichiara totalmente sicuro della propria scelta e chi, pur indicando il partito preferito, afferma di prenderne in considerazione comunque altri. Questi ultimi sono più suscettibili di mutare opinione e costituiscono circa il 25 per cento dell’elettorato. Sono più numerosi tra gli elettori attuali dei partiti più grandi (Pd e Forza Italia) che hanno dunque una base di voto più ampia ma più friabile. Ad esempio, tra gli elettori attuali del Pd, diversi indicano una possibile “presa in considerazione” per Sel, che detiene potenzialmente un mercato assai ampio, proveniente anche da parte degli attuali elettori per l’M5s. Viceversa, i piccoli partiti di centro (ciò che rimane di Scelta civica o l’Udc) posseggono, come si sa, un seguito minore, ma un mercato potenziale assai più ampio (più che doppio) del loro stesso elettorato. Anche l’Ncd, che raccoglie oggi meno voti di quando venne fondato, possiede una potenzialità pari al suo stesso elettorato attuale, oggi collocata in Forza Italia. Bisognerà vedere se e chi riuscirà a trasformare queste estese simpatie nell’elettorato in voti “veri”.

di Renato Mannheimer

Lascia il tuo commento

Condividi le tue opinioni su Il Foglio

Caratteri rimanenti: 1000

Servizi