Spinelli & Galli, tà-tà e amici benpensanti, ora squittite: non voglio in macchina questo popò di pensatori

Dal 2012, con la vittoria di Beppe Grillo in Sicilia, fino alla scorsa primavera, l’opinione pubblica di sinistra ha coccolato i Cinque stelle”, ha scritto ieri Gianni Riotta in un articolo su Grillo, assai critico e condivisibile, ma sbagliato e falsificante. Tempo fa, Riotta ebbe a difendere da accuse travagliesche la “copertura giornalistica che il Tg1 Rai, allora da me diretto, offrì agli ascoltatori in occasione del V Day di Beppe Grillo. Il Tg1 presentò la manifestazione cosiddetta V Day in un servizio nell’edizione principale in prime time delle ore 20. Io stesso dedicai poi alla vicenda un mio editoriale”.

Ferrara Grillo è un fuorilegge della democrazia, va punito

Spinelli & Galli, tà-tà e amici benpensanti, ora squittite: non voglio in macchina questo popò di pensatori

Dal 2012, con la vittoria di Beppe Grillo in Sicilia, fino alla scorsa primavera, l’opinione pubblica di sinistra ha coccolato i Cinque stelle”, ha scritto ieri Gianni Riotta in un articolo su Grillo, assai critico e condivisibile, ma sbagliato e falsificante. Tempo fa, Riotta ebbe a difendere da accuse travagliesche la “copertura giornalistica che il Tg1 Rai, allora da me diretto, offrì agli ascoltatori in occasione del V Day di Beppe Grillo. Il Tg1 presentò la manifestazione cosiddetta V Day in un servizio nell’edizione principale in prime time delle ore 20. Io stesso dedicai poi alla vicenda un mio editoriale”. Era il 2007, l’infatuazione di stampa, politica e risibili intellò per il comico totalitarista dura da allora, vacua e furbesca, altro che 2012. Non è colpa di Riotta: il Tg1 è la più onnivora delle idrovore della banalità e del consenso. Quello fa, dietro a quello va, succhia e ributta. Anche se è un po’ peggio che l’abbiano fatto i grandi tg: finché il grillismo è stato una paracula scelta di nicchia e identità dei piccoli, c’era più logica. Ma soprattutto è la memoria collettiva che inganna, quando si applica alla falsa coscienza. Il dettaglio diabolico da aggiungere è che non solo la sinistra ha covato il mostro, l’uovo del serpente che ora la spaventa, ma ora sta zitta. Sta zitta Barbara Spinelli, imbarazzata ora che il sessismo e la volgarité sono tracimati sui corpi delle loro donne. Lei che firmò, assieme a un’altra mezza dozzina di squinternati (Remo Bodei, Roberta De Monticelli, Salvatore Settis) un appello “Caro Beppe Grillo, cari amici del Movimento 5 stelle”: “Una grande occasione si apre, con la vostra vittoria alle elezioni, di cambiare dalle fondamenta il sistema politico in Italia e anche in Europa”. Solo ora a Rep. s’accorgono della performance dell’antipolitica? Mandano avanti il meno attrezzato a difendere il solco e l’aratro che l’ha tracciato, Curzio Maltese, che tuona al “tradimento di Grillo”. S’imbarazzano, ma sono loro ad aver portato la vacca della democrazia sotto il toro di Grillo. E non solo loro. Peggio hanno fatto gli Stella & Rizzo, intesi come categoria, i cantastorie a uso del volgo del ribellismo che covava nelle classi dirigenti (e proprio dal 2007). Loro che hanno soffiato sulla Casta, fino all’endorsement (postumo) al buffone di Galli della Loggia, fino al Rodotà(tà-tà) felice di farsi lusingare per una settimana dalla canea.

Pensavano, gli intellò delle varie real case politico-editoriali, i reduci da qualsiasi fallimento riformatore e assunzione di responsabilità, che accumulavano a ogni sconfitta le scorie dell’inconcludenza e del massimalismo, che era bello scendere all’osteria, al bar dello scalo merci. Smettere i panni curiali e insozzarsi un po’ nei vaffa plebei, facessero loro. Ma poi la plebe mena forte e puzza peggio, non si può più indossare in società. E pure, un’altra volta ancora insinceri o di veduta corta, facendo finta che il problema sia lo zozzo, il sessismo. Per evitare di dirsi, di ammettere, qual è il vero problema: che ci credevano, che a quelle cazzate ci hanno creduto. O non s’erano mai accorti prima che Grillo era antisocialista perché antipartito, e antitutto perché tuttologo e totalitario dell’antipensiero becero? Lo era già da comico, ma a un certo punto la belluria dei giornali e degli intellò gli ha ceduto direttamente il posto, gli hanno detto la vera politica sei tu, rappresenta le nostre idee che noi non ci riusciamo. Abbatti tu il mostro, noi seguiremo.

Adesso si schifano, ma s’ingananno. Pure Laura Boldrini, che è vittima di “potenziali stupratori” e nel ruolo sacro di vittima è fatta salva dalla critica. Ma qualcuno è disposto a ricordare che Boldrini è diventata terza carica dello stato in base a uno scellerato s-ragionamento politico di Bersani, che cercava di tinteggiare in color cacca grillista le Aule del Parlamento, per poi allestirci una maggioranza? Ora che ci faranno, con quel 25 per cento d’antidemocrazia che hanno evocato? Altra domanda: che ci fareste voi, se vi mettessero in macchina questo popò di pensatori della Repubblica?

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