Napolitano all'Europa: "Basta austerity"

Trenta minuti per un discorso con cui ribadire il suo no all’Euroscetticismo, la volontà di rompere il circolo vizioso tra austerità e stagnazione e per raguardare le prossime elezioni europee come il momento “della verità da affrontare fino in fondo e in tutte le sue implicazioni”. Sono stati questi alcuni dei temi toccati dal Presidente della repubblica, Giorgio Napolitano, nel corso del suo intervento all’Europarlamento di Strasburgo. Intervento che ha dovuto anche subire una breve interruzione a causa di una contestazione partita dai banchi dei deputati della Lega.

Napolitano all'Europa: "Basta austerity"

Trenta minuti per un discorso con cui ribadire il suo no all’Euroscetticismo, la volontà di rompere il circolo vizioso tra austerità e stagnazione e per raguardare le prossime elezioni europee come il momento “della verità da affrontare fino in fondo e in tutte le sue implicazioni”. Sono stati questi alcuni dei temi toccati dal Presidente della repubblica, Giorgio Napolitano, nel corso del suo intervento all’Europarlamento di Strasburgo. Intervento che ha dovuto anche subire una breve interruzione a causa di una contestazione partita dai banchi dei deputati della Lega.

Quasi a voler anticipare le proteste che di lì a poco avrebbero interrotto l’intervento di Napolitano, il Presidente del Parlamento europeo, Martin Schulz, aveva introdotto il capo di stati italiano rinnovando lui la solidarietà e ribadendo di non avere “alcuna simpatia per coloro che la criticano con l’unico obiettivo di aumentare la loro visibilità e gettare il paese nel caos”. Di lì a poco è infatti iniziata una breve contestazione ai danni del capo dello stato interrotto durante il suo discorso da alcuni esponenti della Lega che hanno esibito cartelli inneggiando all’”Europa dei popoli”. Messi a tacere dai fischi dell’aula e ritirati loro i cartelli, il discorso di Napolitano è poi proseguito senza intoppi fino alla conclusione.

#BastaEuro, BANZAI!!! #Napolitano Silenziato! pic.twitter.com/U97wncsOAL

— matteo salvini (@matteosalvinimi) 4 Febbraio 2014


Il Presidente della repubblica ha criticato l’”agitazione distruttiva” che le forze antieuropee ed euroscettiche stanno alimentando in tutta Europa. La loro, ha sottolineato Napolitano, è un’azione “puramente distruttiva, anche se in nome di un’immaginaria altra Europa da far nascere sulle rovine di quella che abbiamo conosciuto”. Bisogna "vincere dure battaglie politiche contro egoismi e meschinità nazionali, ristrettezze di vedute, calcoli di esperienza e conservatorismi anacronostici, quotidianamente riscontrabili nelle classi dirigenti nazionali", ha concluso il capo dello stato. A riguardo, Napolitano ha citato l’esempio di chi “con disarmante semplicismo” continua a “parlare di fine del sogno europeo, sostenendo magari che quella fine si potrebbe scongiurarla abbandonando l’euro”: “nulla potrà farci tornare indietro”, ha rimarcato il Presidente della repubblica.

Spostando poi il suo discorso sulle politiche necessarie per un rilancio dell’Europa stessa, Napolitano ha sottolineato come sia diventato “essenziale rompere quello che per diversi aspetti è diventato un circolo vizioso tra le politiche di austerità e l’arretramento delle economie europee”. "Nei sette anni trascorsi – ha ricordato Napolitano - la costruzione europea ha dovuto fronteggiare le prove più dure della sua storia". Ma il momento che si profila all’orizzonte con le imminenti elezioni europee è "un momento della verità da affrontare fino in fondo e in tutte le sue implicazioni". C'è bisogno di una "svolta capace di condurre al rilancio della crescita e dell'occupazione, non regge più una politica di austerità ad ogni costo".

Una “maggiore attenzione per le effettive condizioni di sostenibilità del debito in ciascun paese” e “sufficiente apertura sui modi e sui tempi dell’ulteriore riequilibrio finanziario” è quel che si auspica Napolitano “al di là del riferimento a parametri rigidamente intesi”. L’Italia, in questo senso, nel 2013 ha fatto “forti e rilevanti sacrifici”, ma il mantenimento di quel debito sarebbe "un pesante fardello che non può essere caricato sulle generazioni future. Le ricadute in termini di recessione di Pil e domanda interna a causa dei sacrifici sono evidenti, nonostante gli sforzi della Bce di immettere liquidità".

Grazie Presidente #Napolitano per un discorso appassionante per la difesa e il rilancio del progetto europeo http://t.co/fAOEZvlJdp

— Martin Schulz (@MartinSchulz) 4 Febbraio 2014

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