Letta ci crede, Squinzi un po' meno. Renzi ci prova

"Io ci credo". Con queste parole ieri il premier Enrico Letta ha parlato ai ricchi emiri dei paesi del Golfo e spiegando che l'Italia "ce la può fare" a far ripartire l'economia, a cominciare da un accordo a lungo atteso, quello tra Alitalia ed Ethiad, la compagnia aerea emiratina. I conti del nostro paese sono in ordine, ha spiegato Letta "con orgoglio" ai suoi interlocutori durante l'incontro, sottolineando come l'Italia ce l'abbia fatta da sola "camminando sulle sue gambe, senza chiedere aiuti alla Ue".

Letta ci crede, Squinzi un po' meno. Renzi ci prova

"Io ci credo". Con queste parole ieri il premier Enrico Letta ha parlato ai ricchi emiri dei paesi del Golfo e spiegando che l'Italia "ce la può fare" a far ripartire l'economia, a cominciare da un accordo a lungo atteso, quello tra Alitalia ed Ethiad, la compagnia aerea emiratina. I conti del nostro paese sono in ordine, ha spiegato Letta "con orgoglio" ai suoi interlocutori durante l'incontro, sottolineando come l'Italia ce l'abbia fatta da sola "camminando sulle sue gambe, senza chiedere aiuti alla Ue". Durante la cena ufficiale di ieri sera in cui Letta ha affrontato l'argomento della ripresa economica c'erano anche il principe ereditario Mohammed Bin Zayed Al Nahyan e alcuni fra i dirigenti delle principali aziende italiane che operano nel Golfo, da Eni a Finmeccanica.

Le garanzie di Letta sono giunte a poche ore dal via libera, da parte di Alitalia ed Ethiad, alla due diligence che dovrebbe portare a un'intesa entro un mese. E proprio sulla tratattiva per Alitalia, Letta ha fatto appello alle parti, sociali e politiche, in Italia: "Sono convinto che tutti faranno la loro parte, ognuno si deve assumere le sue responsabilità". Come a dire che una nuova ridda di polemiche o di contrattazioni estenuanti rischierebbe di far saltare uno degli ultimi possibili treni per Alitalia.

PER SQUINZI IL GOVERNO E' "TIMIDO" - ''Il Governo Letta ha fatto una giusta analisi dei problemi del paese ma per il momento è troppo timido nel dare le soluzioni e nel spingere il paese nella giusta direzione''. Ad affermarlo, ospite ieri della trasmissione televisiva "In Mezz'ora", è stato il presidente di Confindustria, Giorgio Squinzi, ribadendo così al governo la richiesta di rivedere  il ''cuneo fiscale sul lavoro''. Al governo, ha aggiunto Squinzi, ''abbiamo chiesto un cambio di  passo deciso e più coraggio. Per grazia divina la situazione  economica del paese non cambierà. Bisogna mettere mano alle riforme necessarie''. ''O si cambia il passo – ha poi aggiunto Squinzi – con il governo esistente o ad un certo punto andiamo va votare''. L'economia reale, ha sottolineato ancora il numero uno di Confindustria, ''è in una situazione  drammatica. Milioni di persone non hanno più lavoro e sono migliaia le aziende che non riescono a svolgere la loro attività. Queste devono essere la preoccupazione principale della politica''. 

L'INTERVISTA DI RENZI - "Il problema non è il nome del premier, che per quel che mi riguarda si chiama Enrico Letta, ma le cose da fare. Io mi occupo di queste, non di altro". Lo ha affermato,  intervistato dalla Repubblica, il segretario del Pd Matteo Renzi. E poi, sulla tenuta dell'esecutivo Letta, ha aggiunto il segretario, "basta con il 'quanto dura'. E' un governo, non un iphone. Questa legislatura può durare fino al 2018, ma deve affrontare con decisione i problemi veri". Quanto alle futurte strategie elettorali e alla legge che è al vaglio del Parlamento, Renzi ha affermato: "Siamo il Pd, noi. Non basta più essere contro Berlusconi. Dobbiamo salvare l'Italia e cambiarla a 360 gradi". "Se vogliamo il bipolarismo – ha continuato Renzi – non mi stupisce che Casini stia di là. Anzi, io assegno all'Italicum la forza di aver salvato questo principio. E ha messo a tacere i cantori della prima repubblica".  "Ma la nostra vittoria – ha aggiunto il segretario del Pd - non dipende dal sistema di voto. Sarebbe il fallimento della politica se affidassimo il nostro successo alla legge elettorale e non alla qualità delle proposte e delle leadership. Vinci se affascini gli italiani con le tue idee, non se pensi di farti la legge su misura". Alle urne, da solo o con un'allenza? "E' chiaro – ribatte il segretario – con un'alleanza. Ma adesso siamo un passo indietro. C'è un accordo siglato da forze politiche diverse. Non accadeva dal 1993, ossia dalla fine della Prima Repubblica. Da quel momento le riforme le hanno fatte tutti a maggioranza. Riguarda anche il Senato e il Titolo V. Il dibattito non può essere allora come ci si presenterà alle elezioni. Anche se è evidente che faremo un'alleanza con forze di centro e di sinistra. Il punto però è impedire il potere di ricatto dei piccoli partiti". I piccoli partiti che, ha spiegato ancora Renzi, "dovranno fareuno sforzo per superare lo sbarramento. Sarebbe strano non muoversi in questa direzione. Di certo non è accettabile che chi prende una percentuale minima, poi faccia il bello e il cattivo tempo". Riguardo al patto con Forza Italia, Renzi ha detto che "si cambia solo se si è tutti d'accordo, non si può rischiare a colpi di emendamenti di far saltare tutto. Berlusconi per adesso ha mantenuto gli impegni". E su Grillo, il segretario del Pd afferma: "Per la prima volta rincorre, è in difficoltà. Se la politica fa le cose che promette, lui si sgonfia come un palloncino. I suoi sono tutti atti tecnicamente squadristi".

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