Savile e il sesso disintegrato

“Attorno a Jimmy Savile è stato inscenato una sorta di rito purificatorio”.
Roger Scruton, settantenne docente di filosofia alla St. Andrews University, culla di cultura e nobiltà britanniche, e autore di trenta libri che ne hanno fatto il più noto intellettuale conservatore inglese, legge dal punto di vista morale il caso Savile, il presentatore accusato di molestie sessuali e pedofilia. “In Inghilterra le strutture morali sono scomparse e il sesso si è disintegrato”, ci dice Scruton.

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Savile e il sesso disintegrato

Roma. “Attorno a Jimmy Savile è stato inscenato una sorta di rito purificatorio”. Roger Scruton, settantenne docente di filosofia alla St. Andrews University, culla di cultura e nobiltà britanniche, e autore di trenta libri che ne hanno fatto il più noto intellettuale conservatore inglese, legge dal punto di vista morale il caso Savile, il presentatore accusato di molestie sessuali e pedofilia. “In Inghilterra le strutture morali sono scomparse e il sesso si è disintegrato”, ci dice Scruton. “Da qui è nata un’ansia, una sorta di frenesia che doveva trovare il colpevole perfetto per purificare così il resto della società. Chi meglio di Savile, una celebrità morta che non poteva rispondere alle accuse in tribunale? Siamo diventati così isterici che pensiamo che là fuori ci siano soltanto dei pedofili. Si è imposta una sorta di pedofilia vicaria. L’isteria sulla pedofilia è indicativa di una società sul punto dell’autodistruzione. La gente si guarda attorno cercando il colpevole per umiliarlo e ostracizzarlo”. Scruton non è il solo in Inghilterra a denunciare l’ossessione che alimenta il caso Savile. Anche Melanie Phillips, nota columnist e premio George Orwell, ha scritto della caccia alle streghe e dell’ipocrisia che circondano la vicenda.

Siamo al paradosso, secondo Roger Scruton, per cui “gli stessi che hanno per anni cercato di depenalizzare il sesso fra minorenni oggi orchestrano la crociata su Savile. Non è solo ipocrisia, è un’ideologia che vuole ricostruire la sessualità senza legami con l’ordine naturale. Che sia marcusiano o un seguace di Fromm, il liberal vede il sesso come una forza da ‘liberare’ e che ci nuoce quando è ‘repressa’. Freud ha introdotto una sorta di pedofilia vicaria che ci impone di vedere i figli come esseri sessuali impegnati nelle strategie della seduzione. Come su Savile, lo stesso vale per le accuse al clero cattolico, usano la pedofilia perché non sopportano che i preti possano condurre quel tipo di vita. Oggi si dà per scontato che non vi sia differenza fra il sesso omosessuale e quello eterosessuale, che non ci sia differenza fra il desiderio e la perversione, che la castità sia una scelta ma non una virtù, che le sole questioni morali che circondano l’atto sessuale siano quelle del consenso e della ‘sicurezza’. La barriera fra i sessi è diventata permeabile. O per dirla con Foucalt, si è ‘problematicizzato’ il sesso. Il gesto sessuale è ridotto a funzione corporale emancipata dalla moralità. L’educazione sessuale a scuola cerca di cancellare le differenze fra noi e gli animali, rimuovendo concetti come il proibito, il pericoloso o il sacro. L’iniziazione sessuale significa superare queste emozioni ‘negative’ e godere del ‘buon sesso’. Abbiamo incoraggiato i figli a un interesse depersonalizzato alla sessualità. Il corpo è diventato opaco”. In questa logica, prosegue Scruton, la pedofilia non è male in sé. “Oggi si parla in maniera mortificante del sesso, degli organi sessuali, delle sensazioni, delle secrezioni sessuali, si crede che così facendo ci si ‘liberi’ dal potere misterioso del sentimento eroico. Allora la pedofilia diventa sbagliata semplicemente perché manca il ‘consenso’, mentre tutto ciò che gli adulti condividono in privato diventa moralmente ineccepibile. E’ lo stesso governo britannico che abbassa l’età consensuale per il sesso omosessuale a sedici anni, una età in cui si va ancora a scuola. ‘Inclusione sociale’ è diventato sinonimo di atomizzazione sociale. L’intellighenzia liberal è diventata incapace di percepire il pericolo di questa entropia sociale e vi è una prevalente opinione fra le nostre élite per cui i costumi sessuali non sono più un affare pubblico”. Dalla Francia del socialista François Hollande all’Inghilterra del conservatore David Cameron, cade ovunque il tabù del matrimonio gay. “E’ inaccettabile che questa istituzione che santifica la vita di ogni giorno resti intoccabile”, conclude Scruton. “L’introduzione del matrimonio gay non è una questione terminologica, ma una decisione che modifica l’intera sfera sociale. Dobbiamo prepararci a un nuovo ordine sociale in cui ogni tipo di relazione sessuale può essere trasformata in matrimonio firmando alla giusta riga. E sarà annunciato come un grande passo in avanti per la libertà umana. In gran parte dei paesi europei ci sono già modi in cui donne e uomini omosessuali possono ratificare le proprie relazioni nella forma di ‘partnership civili’, che conferiscono i benefici legali senza implicare un cambiamento radicale di status del matrimonio. Ma gli attivisti non sono soddisfatti dei compromessi, non perché non garantiscano sicurezza al loro amore, ma perché implicano che c’è ancora una differenza fra relazioni etero e omosessuali. Così sono pronti a scagliare l’accusa di ‘omofobia’ contro chiunque, giornalisti, politici, uomini di chiesa. E come altri reati intellettuali, l’omofobia fa sì che l’unico modo per restare al sicuro sia quello di chiudere la bocca”.

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