Una domanda, un po’ lunga, ma solo una domanda. Cioè. Uno di quel calibro, un presidente emerito, un baluardo della difesa etica della Costituzione, un personaggio che a livello etico e politico si trovava agli antipodi del berlusconismo, che entrò in politica soltanto perché il vescovo di Novara gli disse che la prima linea era lì, uno che al centro del suo cuore aveva messo il patto con gli italiani ed era diventato il padre del cattolicesimo democratico, che aveva svolto un ruolo di primissimo piano come educatore alla coscienza civile, soprattutto dei giovani, con i quali sapeva stabilire uno straordinario rapporto di empatia, un signore del quale sono state sommamente apprezzate l’intelligenza, la passione, l’integrità morale, la sensibilità, più una capacità d’impegno che coniugava la profonda religiosità a una laica, esemplare coerenza nel sostenere i principi repubblicani, una tale figura, si diceva, scompare, e il Corriere della Sera, non si pretende Repubblica, il Corriere della Sera, sbatte i suoi funerali a pagina quattordici taglio basso?
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