Per fare le attrici non bisogna darla al produttore

Poche cose sono rimaste certe. Una di questa ce la ricorda il caso Weinstein

Per fare le attrici non bisogna darla al produttore

Asia Argento (Foto LaPresse)

Poche cose sono rimaste certe. E’ certo che la storia personale di D’Alema e Bersani non giustifica la perfidia degli attacchi verso entrambi, quando addirittura muovono dall’idea volgarissima che l’astio verso Renzi debba essere il motore di ogni loro scelta. E’ certo che il narcisismo di Saviano, il quale esisterà pure, intendiamoci, alzi infatti la mano chi un po’ narciso non è, prevalga sulla sua ferma intenzione di migliorare lo scibile del paese perfino a costo di prezzi personali enormi. E’ certo che le insinuazioni sullo scarso seguito popolare di cui soffrirebbe Pisapia sono frutto di invidia e di povertà di argomenti. E’ certo che avere figli costituisca semplicemente un diritto, maschi o femmine che si sia, giustamente usando poi l’utero che si trova. Ed è certo infine, anzi questo è certissimo, che per fare le attrici non bisogna darla al produttore.

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Commenti all'articolo

  • Candalabissa

    18 Ottobre 2017 - 07:07

    Un po' di erbe fasciate insieme e voila', per fare carriera è normale darla.

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  • ceva.paola

    12 Ottobre 2017 - 11:11

    Sarebbe bello sentire anche la testimonianza di qualche oscura signorina o signora, che al massimo fa la commessa in Rodeo Drive, che dica: avevo anch'io cominciato così... quando me l'ha chiesta, mi ha fatto schifo, e gli ho detto di farsi una... Non sono diventata attrice ricca e famosa, ma ho conservato il rispetto di me stessa...

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