Poveri arabi degli Emirati illusi

Sono stati pirati, pescatori poveri, hanno sopportato il deserto, l’impero ottomano, il colonialismo inglese... Poi sono venuti in Italia

Poveri arabi degli Emirati illusi

foto LaPresse

Sono stati pirati, pescatori poveri, badanti di quattro pecore, hanno sopportato il deserto, mangiato tre datteri al giorno e mezzo caprone bollito ogni trenta beduini una volta l’anno; si sono dovuti succhiare la sharia, un clima che schiantava gli scorpioni, l’impero ottomano, il colonialismo inglese, l’assenza d’acqua, l’ombra come sogno, l’analfabetismo generale, quando, finalmente, il petrolio, allora festa grande, benessere, grattacieli, un wiskino di nascosto, e si sono fatti Etihad, un gioiello volante, sono venuti in Italia, in Alitalia, adesso ci allarghiamo, hanno pensato, poveri arabi degli Emirati illusi, capaci perfino di schivare Bin Laden senza sapere che c’era, ad aspettarli qui, la geometrica potenza di Bernocchi, Di Maio e Cremaschi.

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Commenti all'articolo

  • efis.loi

    26 Aprile 2017 - 21:09

    E qui ci incacchiamo. Mancanza di reciprocità. Potevamo mandarcela noi, lì, quest'ultima Trimurti.

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  • guido.valota

    26 Aprile 2017 - 09:09

    Se c'è un caso in cui il governo può permettersi di applicare le regole senza perdere voti, anzi guadagnandone, è questo di Alitalia. E se i grillini fanno l'errore di insistere e di vincere anche questa, per loro sarà l'inizio della fine. Sono curioso di vedere cosa si inventano stavolta. Anche l'italiano più ignorante, e forse perfino qualche grillino, ha capito che paga da decenni un'azienda bollita regno del privilegio sindacale.

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  • marco.tioli

    26 Aprile 2017 - 07:07

    E su LCDM, niente?

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