Cosa non dice il Csm sul pm Di Matteo

Dopo due bocciature il plenum del Consiglio superiore della magistratura, all’unanimità, ha stabilito il trasferimento del magistrato palermitano alla Direzione Nazionale Antimafia

Cosa non dice il Csm sul pm Di Matteo

Nino Di Matteo (foto LaPresse)

Leggo che, dopo due bocciature, il plenum del Consiglio superiore della magistratura, all’unanimità, ha stabilito il trasferimento del magistrato palermitano Nino Di Matteo, uomo di punta delle indagini sulla trattativa Stato-mafia, alla Direzione Nazionale Antimafia. Con le seguenti motivazioni: “Ottime qualità professionali”; “solido e vasto bagaglio di esperienza”; “capacità di coordinamento e impulso investigativo”; “impareggiabile tenacia” con “ineguagliabile spirito di sacrificio”. Sono allora andato a rileggere il nuovo regolamento del Csm varato il 26 settembre del 2016, ma, come sospettavo, non ho trovato scritto da nessuna parte che compito del Csm stesso sia “prendere per il sedere il contribuente”.

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  • efis.loi

    17 Marzo 2017 - 21:09

    Se non fosse eccessivo ricorrerei a promoveatur per ricordare quante cose si fanno e non si scrivono sui regolamenti. Logico quindi, quanti più regolamenti si scrivono, quante più cose si fanno e non si dicono per via dei regolamenti. Le promozioni costano, però salviamo la Giustizia. Ricordiamo che abbiamo salvato anche il CNEL prendendoci per il sedere per conto nostro.

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