I francobolli e il silenzio del Papa

Il 2 settembre del 2015, lo Stato di Israele e la Città del Vaticano vollero insieme far memoria della visita di Papa Francesco nella terra degli ebrei, avvenuta oltre un anno prima, con un’emissione filatelica congiunta. Vennero riportate, sul francobollo, alcune frasi tratte dal saluto pronunciato
I francobolli e il silenzio del Papa

Visita di Papa Francesco in Israele (foto LaPresse)

Il 2 settembre del 2015, lo Stato di Israele e la Città del Vaticano vollero insieme far memoria della visita di Papa Francesco nella terra degli ebrei, avvenuta oltre un anno prima, con un’emissione filatelica congiunta. Vennero riportate, sul francobollo, alcune frasi tratte dal saluto pronunciato da Bergoglio il 26 maggio 2014, nel corso della visita ai due Gran Rabbini: “Insieme potremo dare un grande contributo alla causa della pace. Insieme potremo contrastare con fermezza ogni forma di antisemitismo”. Bene, anzi, benissimo. Solo che adesso, di fronte alla porcata antisemita combinata dall’Unesco, e all’agghiacciante silenzio vaticano, delle due l’una: o questo Papa è stato colpito da gravissima afasia per causa della brutta influenza che comincia girare, o finiremo per scoprire che è un gesuita.

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