La mente di Maria Laura Rodotà

Maria Laura Rodotà, della quale, per un motivo o per l’altro, molti di voi potrebbero aver sentito parlare, ha compiuto ieri un altro gesto notevole.
La mente di Maria Laura Rodotà

Maria Laura Rodotà nel 2004 (foto LaPresse)

Maria Laura Rodotà, della quale, per un motivo o per l’altro, molti di voi potrebbero aver sentito parlare, ha compiuto ieri un altro gesto notevole. Ha postato su Twitter, cioè, una foto di Ivanka Trump, figlia del candidatissimo yankee, accompagnandola con un distico: “Ricorda qualcun*”. Dove a balzare agli occhi, prima di tutto, era la raffinatezza di quel *, che lasciava alla malizia attenta del lettore se potesse mai sottoindere una a, o piuttosto una o. Ora. Non bisognava poi essere così esclusivisticamente maliziosi per accorgersi, e al volo, della forte somiglianza della signora Ivanka con la signora Patrizia D’Addario (in Berlusconi). Né, di conseguenza, per capire come la Maria Laura avesse saputo cogliere, con quell’unico piccione, la doppia fava della politica interna e della estera. Abbatteva infatti, con quelle che lei, apprezzata femminista, stava segnalando come un paio di troie, i due maschi indecenti di due diversi continenti. Disse una volta Charles Bukowski, noto maschilista e stranoto beone: “Scopare la mente di una donna è un vizio da raffinati intenditori, gli altri si accontentano del corpo”. Sublime. A trovarla, la mente di Maria Laura.

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