Non traslocate mai, mai

Restate nella casa dei ricordi sepolti dal tran tran.
Non traslocate mai, mai

Foto Sid Mosdel via Flickr

Non traslocate mai, mai, non commettete mai un errore così grave. Potreste trovarvi tra le mani la lettera di un figlio per i vostri quarant’anni, e che padre di merda. Di un vecchio amico trascurato, e che amico di merda. Spazzolini da denti del ’68, insieme ad alcune poesie da fissare il muro con gli occhi sbarrati,  mentre vi scoprirete con la sensibilità poetica di un Lerner giovane. Diciamo pure di un Mieli. Non traslocate mai. Restate nella casa dei ricordi sepolti dal tran tran. Senza accorgervi, ma senza accorgervi davvero, essendo il trasloco una pistola fumante, che merdosi fino a quel punto, no, non potevate essere. Non era dato in natura. A riprova, d’altronde, nessuno, quasi nessuno, diciamo, in tanti anni aveva avuto cuore di spiattellarvi il voi stesso che veramente eravate. Ma in quel modo eravate, purtroppo. Bon. Figuratevi adesso se trasloca Brunetta.

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