A proposito di Totti, parliamo un po' di Brunetta

 Il calcio come la metafora della vita? Cazzata. Però chissà. Magari è vero
A proposito di Totti, parliamo un po' di Brunetta

Renato Brunetta (foto LaPresse)

La questione è facilmente spiegabile: la Juve ha già vinto il campionato. Troppo Marchionne. Troppo Higuain. Troppo forte. Per mantenere accesa una parvenza d’interesse, sapete com’è la tivù capitalista, c’è bisogno di qualcuno che faccia da competitor. Almeno per un po’. La Roma, il Napoli, vedi mai l’Inter, insomma, uno. Il rigore regalato a Dzeko nell’ultimo minuto contro la Sampdoria ha avuto questo senso. Nessun altro. Poi Totti, che è un fenomeno, è riuscito perfino a segnare. La Roma ha vinto. Tallona la Juve. Domani la potrebbe spodestare. Il calcio come la metafora della vita? Cazzata. Però chissà. Magari è vero. Uno che domani in politica potrebbe vincere, ci dicono, si chiama Brunetta. 

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