Stavolta Saviano ha ragione su Capalbio

Quando uno ha ragione da vendere, se davvero ne ha da vendere, glie la devi dare, mica puoi starla a menare col solito gnègnè. Non suonerebbe dignitoso.
Stavolta Saviano ha ragione su Capalbio

Roberto Saviano (foto LaPresse)

Quando uno ha ragione da vendere, se davvero ne ha da vendere, gliela devi dare, mica puoi starla a menare col solito gnègnè. Non suonerebbe dignitoso. E stavolta Saviano ce l’ha. Ce l’ha quando dice che Capalbio, la piccola Atene, è diventata il luogo simbolo della sinistra sapiente e saputa. Ce l’ha quando ne denuncia la figuraccia e piripicchia, esibita sulla pelle di cinquanta disgraziati. Ce l’ha quando punta l’indice sul filosofo villeggiante, per il quale i poveracci sono attraenti da lontano e disgustosi da vicino. Ce l’ha nel sostenere che la Capalbio colta ha mandato un messaggio devastante. E soprattutto quando ripete che Capalbio, non essendo più semplicemente Capalbio, ma la piccola Atene, aveva il dovere di mostrarsi degna di tanto ascendente e di tanto costume. Ben detto: il dovere di onorare l’ascendente. Con i suoi costumi. Solo, con tutti i Socrate che bazzicano la discendente, dove li trovavi sei tir di cicuta?

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