Non seppellire per risparmiare

Pare che le reazioni del ceto medio riflessivo di Radio Tre, alla notizia del recupero dei corpi delle 700 vittime annegate sulla Ivory nell’aprile 2015 al fine di dar loro sepoltura, si siano manifestate col bombardamento di centinaia di messaggi edificanti inviati all’emittente.
Non seppellire per risparmiare
Pare che le reazioni del ceto medio riflessivo di Radio Tre, alla notizia del recupero dei corpi delle 700 vittime annegate sulla Ivory nell’aprile 2015 al fine di dar loro sepoltura, si siano manifestate col bombardamento di centinaia di messaggi edificanti inviati all’emittente. Messaggi tipo questi: “Lasciateli lì, il mare è una sepoltura sufficiente. Con tutti i problemi che abbiamo!”; “Basta con questi lacrimevoli sentimentalismi da politicamente corretti. Lasciateli in mare”; “E per identificare le salme senza documenti? Prenderemo il dna a tutta l’Africa buttando un patrimonio?”. Commenti duri, ma giusti: perché, primo, spendere con oculatezza. Sulla stessa linea, un’osservazione del signor Gianluca Deidda, cui m’inchino, il quale ha domandato agli autori dei suddetti messaggi “se sarebbero disposti a farsi tumulare chiappe all’aria, che sarebbe un bel risparmio sui parcheggi delle biciclette”.

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